Se a 15 anni la letteratura è un dolce aiuto

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Si possono vivere i quindici anni pensando al passato, rincorrendolo come l’unico momento felice? Gli adulti pensano che Nasce così “Tra realtà e fantasia”, prima pubblicazione di Letizia Susi (Albatros), quindicenne del “Liceo Scientifico Fermi” di Sulmona, alle prese con i problemi di una età ingrata, maggiorati da un lutto che non vuole scordare e che cerca, con le sue piccole forze, di trasformare in altre storie, ancora per narrare, per dire a se stessa (e poi, magari agli altri, se vogliono ascoltare come faceva il suo “cucciolo” dagli occhi marroni) che tutto il suo mondo gira ancora su quel fantastico cortile, accessibile solo alle regole stabilite con “lui”.

sia assurdo e ripetono la frase fatta che a quindici anni si ha davanti la vita; ma non sanno che le più grandi nostalgie, le vere crisi di malinconia sono quelle di chi ha un passato piccolo piccolo e non si accorge (o non gli importa) del lungo futuro. Se c’è un motivo di più per credere questo, se il compagno di giochi dei dodici anni se ne è andato per sempre e se qualcuno ti ha detto cercando di non farti male che “è diventato un angelo”, la crisi esplode profonda e l’adolescente cerca di aggrapparsi agli stessi giochi, allo stesso luogo di incontro, Labelty, dove l’”amico di cortile” flirtava con la ragazzina brava a scrivere in italiano e piena di fantasie intorno alle quali avvolgere le storie che le venivano ogni giorno, che scriveva con un intimo piacere, come se fosse uno di quei tanti giochi.

Storia di grandi energie e di grande amore, narrata addirittura con autoironia e tendente alla maturità, all’introspezione fatta anche di speranze per non trasformarsi in una bancarella dove stendere tutte e soltanto le proprie angosce. Anche avvincente, per qualche piccolo stratagemma narrativo e, soprattutto, molto più che apprezzabile per la tensione a scrivere bene e con accurata scelta di vocaboli e sintassi, ormai perduta anche nelle rassegne letterarie, quelle degli adulti.