SIGNIFICATIVI SPUNTI MENTRE INFIAMMA L’AFFAIRE DELL’ALBERGHIERO
12 DICEMBRE 2013 – Si infiamma la questione dello smembramento dell’istituto alberghiero di Roccaraso e ieri il consigliere di minoranza al Comune ha chiesto le dimissioni del sindaco Francesco Di Donato, che
non avrebbe assunto una posizione netta nella difesa della istituzione nel suo territorio (il Comune di Sulmona ha approvato una proposta di istituire un biennio nel capoluogo, conservando la struttura principale a Roccaraso). Secondo Di Padova, lo smembramento decreterebbe la morte del territorio. Di rimando, il sindaco ha chiesto a sua volta le dimissioni al consigliere dell’opposizione; e si sofferma ad esaminare questioni amministrative di Roccaraso nella passata e nella presente legislatura.
La materia era incandescente e già abbiamo evidenziato che nell’attuale contesto non è prudente e neppure opportuno parlare di trasferimenti dai centri del circondario a Sulmona. Il capoluogo deve avere un disegno strategico per il suo territorio e non può limitarsi a replicare l’atteggiamento dell’Aquila rispetto alla provincia. Ma ci sembra a questo punto che le iniziative del Comune capoluogo non possono essere adottate solo con la giustificazione di “non perdere i finanziamenti” come pare la delibera in questione sia stata frettolosamente adottata. Si tratta di mettere in imbarazzo persone come il sindaco di Roccaraso che ha spinto costantemente per affermare le esigenze di Sulmona e per sostenere anche la battaglia per il tribunale. Sembra manchi una strategia politica per fare squadra e considerare Sulmona “primus inter pares”. Oltre tutto, avviandosi sull’esempio dell’attività predatoria dell’Aquila, il capoluogo peligno, per i mezzi che ha, rischia di fare la figura, tutt’al più, di una cornacchia.





