Se l’Anas fosse davvero un’azienda nazionale

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Auto sotto il viadotto dellautostrada a Bussi officineVISITA DEL PRESIDENTE A L’AQUILA E LA STATALE 17 FINISCE A SAN GREGORIO

12 LUGLIO 2014 – Il presidente dell’Anas, Piero Ciucci, e l’amministratore delegato, Alfredo Bajo, hanno compiuto ieri alcuni sopralluoghi insieme al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso,  per individuare i miglioramenti da apportare al tracciato della Strada Statale 17 (nella foto il punto di innesto tra la Tiburtina Valeria e la SS 153 da Navelli, a Bussi sul Tirino) .

Sono già pronte alcune decine di milioni di euro. Hanno ritenuto “fattibile” il “tracciato alternativo” di una “variante sud” che eviti i centri abitati di Poggio Picenze e alcune frazioni dell’Aquila, prima tra le quali quella di San Gregorio. Il Presidente D’Alfonso ha sottolineato l’esigenza di collegare la Valle Subequana a Barisciano con una “infrastruttura” e l’altra urgenza di migliorare il collegamento tra Navelli e Bussi. Presenti anche il sindaco dell’Aquila Cialente e la senatrice Pezzopane. D’Alfonso ha anche accompagnato il presidente dell’Anas e gli altri ospiti a Bomba per parlare con loro e con altri amministratori pubblici della fondovalle del Sangro; in tali ultimi sopralluoghi era presenta anche il sen. Legnini.

Ma all’Anas non hanno cartine aggiornate?

La prima sorpresa che coglie il lettore viene dal fatto che il presidente dell’Anas debba recarsi a fare sopralluoghi per esaminare le soluzioni. Tra l’altro, pare che queste visite non siano state neppure compiute dall’elicottero o da un aereo. Le immagini dei giornali riprendono i visitatori come se stessero su un cantiere, a parte la foto-ricordo a Casa Onna. Magari c’è da aspettarsi che il presidente dell’Anas conosca il territorio dalle mappe e dai rilievi che gli possono fornire il fior fiore degli ingegneri che indubbiamente hanno saputo fare la storia anche recente delle costruzioni delle strade in Italia. Una cartina del tracciato della Statale 17 (ma anche della fondovalle Sangro, perché no?) è in grado di fornire al Presidente molti elementi in più rispetto alle lagnanze dei sindaci che vogliono la “variante sud” per decongestionare la piazza del mercato del proprio paese.

Un presidente dell’Anas, quando progetta spese di “centinaia di milioni” di euro (dicono le cronache) si fa dire quale sia il tracciato complessivo di una arteria come la Statale 17 e forse scopre che spendere tutti questi milioni di euro per lasciare intatte le curve di Popoli rappresenta una incongruenza che, stando seduto in una scrivania del suo ufficio, gli apparirebbe più chiara dell’incontro con il presidente della Regione in una radiosa giornata di luglio. I rilevatori per il censimento del traffico sul tratto “serio” della SS17, quello dal casello della A25 di Pratola Peligna a Castel di Sangro, gli portano in tempo reale i dati dei passaggi delle autovetture e soprattutto dei TIR che affrontano da almeno cinquant’anni l’Altopiano delle Cinquemiglia anche d’inverno perché è quello il passaggio migliore tra le Marche e la Campania.  E, se proprio si vuole guardare all’efficienza dei collegamenti tra il capoluogo e il resto della provincia, invece di riproporre  la variante tra Corfinio e Collepietro, il presidente dell’Anas che fa? Pensa a San Gregorio, a Poggio Picenze, sollecitato in questo da “San Gregorio Rinasce onlus”.

Come avrebbe risposto successore di Gioacchino Murat

Un Presidente dell’Anas che avesse voluto rimanere sulla… strada giusta, chiamato in una inutile gita senza mappe e studi comparativi, avrebbe domandato: “Mi portate il sindaco dell’Aquila, che è una delle tante città attraversate dalla SS17, e va bene; c’è già il Presidente della Regione e mi portate anche il vice-presidente, che è aquilano, e va bene; mi portate sindaci e rappresentanti di associazioni varie per parlare di cinque o sei chilometri della SS17 che ne conta più di duecento, e va bene. Ma, siccome l’Anas è “Azienda nazionale autonoma delle strade”, vogliamo considerare che deve guardare ad interessi un po’ superiori, visto he la SS17 unisce tre regioni? Capisco che voi ragionate sempre con questo cratere in testa, nel senso che quello che succede fuori del cratere sismico per i prossimi cent’anni non va neppure considerato, ma io debbo impegnarmi non per i prossimi cento anni, quanto per i prossimi trecento. Gioacchino Murat fece la “Napoleonica” (dalla quale hanno preso idee quelli che hanno costruito la SS17) oltre duecento anni fa e qualche tratto è ancora del tutto percorribile. Mi consentite di raccogliere idealmente e concretamente l’esempio di grandeur francese che ha dato all’Abruzzo una delle migliori strade d’Europa, in quanto a tecnologia e livelli di sicurezza? E la prossima volta non scomodate un presidente dell’Anas per parlare solo con i sindaci di Poggio Picenze, Fossa, Barisciano; invitate anche il sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli (cercatelo, da qualche parte si sarà cacciato), quello di Castel di Sangro, quello di Roccaraso, quello di Isernia, quello di Foggia; e, quindi, i presidenti del Molise e della Puglia, l’altra senatrice abruzzese Paola Pelino. Domandate loro quali siano le rettifiche da apportare. Per rispettare tutte queste esigenze paesane, chi mi ha preceduto ha costellato la SS17 sul Piano di Navelli di rotonde e di un limite di velocità che è quello dei tempi di Gioacchino Murat (50 km orari) e mi dite che il problema è l’attraversamento dei centri abitati?”

Questo avrebbe detto il presidente di una azienda nazionale.