SFIDA TRA DUE LOLLIPUZIANI: MA NON ERA MEGLIO IL TINELLO DI CASA?

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SI FRONTEGGIANO IN STRADA MENTRE UNO DIFENDE RENZI E L’ALTRO LO CROCIFIGGE

28 AGOSTO 2015 – Grande risalto sulla stampa alla contrapposizione tra il vice-presidente della giunta regionale,

Giovanni Lolli, e il figlio, l’uno a celebrare Renzi e le scelte governative, l’altro, a pochi metri sulla stessa strada, con il megafono a strillare contro Renzi e la giunta regionale. Addirittura “Il Centro” dedica una intera pagina, con gigantografie di entrambi, che proprio Adoni non sembrano.

Ma perché non si chiudono nel tinello  di casa e non se la vedono tra di loro, invece di scendere in piazza a far vedere che l’uno difende L’Aquila contro i facinorosi e l’altro difende gli Aquilani dai politici? Ma ancora dobbiamo dare spazio ai contrasti delle famiglie borghesi e credere pure che l’uno è stato sfiorato da un sanpietrino pur di affrontare i dimostranti che impedivano a Renzi di fare la sceneggiata del giro in centro storico; e l’altro ha preso una manganellata per risollevare la dignità del popolo aquilano da anni di malgoverno (paterno?).

E poi, se Giovanni Lolli, invece di essere sfiorato da un sanpietrino ieri, fosse stato sfiorato da un posto di lavoro in tutta la sua vita e lo avesse occupato, sarebbe costretto oggi a presentarsi di rincalzo, quale assessore “esterno” (quindi non votato da un abruzzese), in una giunta regionale dopo essere stato deputato al parlamento e sottosegretario al governo? O non sta tutta in questo fallimento palese la disfida di mezza estate tra il padre politico e il figlio che magari voleva che tornasse a casa da ministro? E, perciò, non è il tinello il posto più adatto? Un altro, storico rappresentante della sinistra aquilana, Celso Cioni, collaboratore stretto di Stefania Pezzopane, un anno fa scelse il cesso della Banca d’Italia, dove si barricò, per certificare il totale fallimento di politico; ma forse in due lì si sta stretti, sebbene, quanto a statura politica, ci sembrano tutti e due… lollipuziani.

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