SI CHIARISCONO I RAPPORTI ANCHE NEI BANCHI DI OPPOSIZIONE

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CATARTICHE DIMISSIONI DELL’ASSESSORE ELIO ACCARDO: SERVONO PER RIMARCARE L’INCIUCIO TRA FRATELLI D’ITALIA E MAGGIORANZA

6 APRILE 2024 – I consiglieri di opposizione Caterina Di Rienzo, Franco Di Rocco, Antonietta La Porta, Teresa Nannarone, Maurizio Proietti, Luigi Santilli sono intervenuti sulle dimissioni dell’assessore Elio Accardo: “La notizia delle dimissioni di un assessore motivate da uno scarso impegno della giunta e dall’assenza di condivisione oltre che di comunicazione interna, vengano bollate dal sindaco come “scelta personale” è a dir poco grottesco. Ancor più insensato che il sindaco dichiari: “entro lunedì sostituiremo l’assessore Accardo”: non sappiamo lunedì di quale anno, visti i noti tempi biblici del primo cittadino, oppure era tutto prevedibile e quindi non è affatto rimasto sorpreso, come afferma, delle dimissioni. Fatto sta che la rinuncia dell’assessore Elio Accardo, rappresenta l’ennesimo fallimento di Di Piero. L’ex manager della Tassoni, infatti, ha provato a calare la sua importante esperienza professionale, il suo dinamismo e la sua intraprendenza, alla “squadra” che siede a palazzo San Francesco, ma ha dovuto arrendersi alla lentezza e alla confusione, e bene ha fatto, andandosene, a tutelare la sua immagine e la sua storia personale e professionale“.

Una particolare sottolineatura riguarda il recupero rocambolesco del numero minimo per il sostegno della giunta: “Ma davvero il sindaco pensava che con l’acquisizione del consigliere Petrella, folgorato sulla via di Bagnaturo, salvava se stesso, la maggioranza e il progetto che i sulmonesi avevano votato?” I consiglieri di opposizione si chiedono anche come Di Piero potesse dormire sonni tranquilli “dopo aver perso tre consiglieri di maggioranza, licenziato persino due assessori che erano stati eletti“; il tutto “con una giunta anomala, definita tecnica, ma in sintesi dormiente e trasparente” e “pur di continuare ad occupare lo scranno di Palazzo San Francesco, ingoiando ogni singolo diktat del Partito Democratico cittadino.
Bisogna voler male alla città – osservano – per rinnegare un progetto e gli impegni assunti solo per cercare di galleggiare e vivacchiare in uno stallo politico amministrativo per metà mandato. E bisogna volerle ancora più male se la si lascia in balia degli interessi e delle velleità di alcuni soliti noti“.
Di Rienzo, Di Rocco, La Porta, Nannarone, Proietti e Santilli analizzano poi la proposta di una “Cittadella della Sicurezza” a firma dei consiglieri Di Benedetto e Febo, che a loro avviso significa “voler impartire un indirizzo alla giunta su terreni da comprare con soldi pubblici, strumentalizzando la necessità di una nuova caserma dei VVFF, e ciò nonostante vi sia una procedura in corso aperta direttamente dal Ministero dell’Interno proprio per scegliere (e pagare loro) i terreni“. E su questo segnano la loro distanza dall’altra forza di opposizione, Fratelli d’Italia, che ieri l’altro, in commissione, ha votato insieme alla maggioranza proprio su tale argomento. Poi, ieri, la proposta è stata ritirata “dagli stessi proponenti. Che dire??
Tale vicenda, come la scarsa attività in essere, comunque caratterizzata da imposizioni, veti, censure, nuoce alla città, evidenziando l’assenza dei fondamenti dell’agire politico e cioè visione, condivisione, confronto e decisione. Come giustamente ha sottolineato Accardo”. Per questo gli autori del comunicato dato a tutta la stampa manifestano la loro “vicinanza ad Elio Accordo, certi come siamo che la sua è stata una scelta basata sull’onestà intellettuale di chi non aveva e non ha altri interessi che non siano il bene della città, e che resosi conto dell’impossibilità di lavorare in mezzo ai nulla ha deciso di rinunciare agli onori che conseguono all’essere assessore della città di Ovidio, salvaguardando così la sua dignità
“.

Al di là delle valutazioni sul sorprendente atteggiamento del sindaco (che sembra intenzionato a contrastare il grave atto di denuncia di Accardo tirando fuori dal cappello un altro… assessore in 48 ore, proprio lui che da un anno non designa l’assessore alla Cultura), è rilevante il sostanziale atto di denuncia per l’atteggiamento di Fratelli d’Italia, dimostratasi la forza politica che giunge ancora una volta in soccorso di sindaco e giunta, come aveva fatto nella strettoia della vicenda Cogesa e che doveva ancora “studiare le carte” quando in Consiglio si rivelò il contrasto con le norme sulla assegnazione dell’appalto per le mense scolastiche. E’ vero che, esclusi dal ballottaggio, i “Fratelli d’Italia” avrebbero fatto confluire i voti dei loro elettori su Di Piero (per quanto non servisse, dato il ritiro di Gerosolimo); ma, almeno in Consiglio cambino collocazione, chiedendo due strapuntini tra i banchi della maggioranza, per stare più vicini a Di Benedetto (PD) e recepire i suoi ordini senza scambio di sms.

Nella foto del titolo la slavina innestata a Palazzo San Francesco dalle dimissioni di Elio Accardo

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