SI PUO’ ANCORA EVITARE CHE LA VALLE PELIGNA DIVENTI UNA CAMERA A GAS

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LA COABITAZIONE DI DUE CENTRALI A GAS DEVE AVERE UNA VALUTAZIONE COMPLESSIVA RISPETTO A QUELLE ESPRESSE PER I SINGOLI IMPIANTIE QUELLO GIA’ COSTRUITO POTRA’ AGGIUNGERSI AI CAPANNONI ABBANDONATI O RICONVERTITI NELL’AREA DEL NUCLEOLA SINERGIA CON MAURIZIO PROIETTI E IL RUOLO DEL SINDACO

20 MAGGIO 2022 – Si può fare ancora in tempo a scongiurare le emissioni della centrale turbogas al Nucleo industriale. La Commissione consiliare per il territorio ha considerato ieri la necessità di chiedere all’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale (ARTA) una nuova valutazione: qualcosa che sia meno approssimativa di quanto fatto finora anche per la complicità della precedente amministrazione comunale che non ha lasciato trapelare nulla sull’iter di un impianto così impattante. Per anni la giunta presieduta da Annamaria Casini non ha neppure informato i Sulmonesi che accanto alla centrale di spinta della Snam (quella di Case Pente) sarebbe stata allestita un’altra fonte di CO2 e microparticelle velenose. E mentre il fronte di ambientalisti (e cittadini che ambientalisti non sono, ma vogliono soltanto conservare i livelli minimi di sopravvivenza) era impegnato a contrastare la Snam, il progetto dell’impianto al Nucleo industriale andava veloce verso il traguardo. Ma non l’ha ancora raggiunto, sebbene si sia valso della progettazione del figlio dell’ex direttore del Nucleo industriale ed ex presidente del Parco Nazionale della Majella (ai tempi dell’incendio del millennio), Franco Iezzi.

Ieri i “Comitati cittadini per l’Ambiente” sono stati sentiti: il supporto di informazioni che conferiscono sempre attraverso gli organi di stampa è tale da non lasciare alternative per la salvaguardia ecologica. Ora la carta decisiva potrebbe essere una valutazione complessiva degli effetti negativi di due impianti che simultaneamente riverseranno veleni sulla Valle Peligna. E’ una circostanza che proprio la stolta tattica del silenzio, finora seguita per questa nuova fabbrica di mortalità, non ha consentito all’ARTA di valutare a pieno.

Paradossalmente, la costruzione di due impianti a così stretta vicinanza potrà impedire, o quanto meno sospendere, la loro entrata in funzione. In tale contesto, che la centrale del Nucleo sia quasi pronta non aggiunge nulla a suo favore: sono tante le costruzioni, nell’area del nucleo, ad attendere una riconversione. Si potrebbe aggiungere anche questo impianto, se tanto serve a preservare l’ambiente. Del resto, se negli anni Ottanta si ricattavano i proprietari delle terre del Nucleo prospettando loro la costruzione di parcheggi se non avessero accettato indennizzi di fame (mille lire a metro quadro, salvo poi dare informazioni preziose a speculatori che si affrettavano a comprare terre che sarebbero state ricompensate a prezzi alti), oggi, senza bisogno di arrivare ad alcun ricatto, basterebbe applicare nozioni di scienza per decidere che la Valle Peligna non può diventare una camera a gas, melius re perpensa (come dicevano i sulmonesi ai tempi di Ovidio: “meglio riconsiderata la questione”, traduciamo sempre per Fabbricacultura, che potrebbe intendere che è meglio che il re ci ripensi) .

Se gli effetti congiunti delle due centrali paradossalmente giocano a sfavore di entrambe, l’azione dei “Comitati” in questa fase si potrebbe coniugare a quella del consigliere comunale e consigliere provinciale Maurizio Proietti, che ha svolto studi sulle patologie derivanti da questo tipo di immissioni e le sta portando avanti con altri medici, come Fabio Balassone, Maurizio Cacchioni, Roberto Ranalli.

Ma ci vuole il supporto del sindaco, per tutto quello che tale battaglia rappresenta.

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