Sindaci e senatrice implorano il Ministero sui fondi per le autostrade abruzzesi

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Il viadotto di San Cosimo appena realizzato 45 anni fa

MA NON SI CHIEDONO PERCHE’ NON SIA L’ANAS A GARANTIRE I CONTATTI CON LA CAPITALE

28 NOVEMBRE 2017 – I sindaci di L’Aquila, Avezzano e Sulmona hanno sollecitato il Ministero delle infrastrutture perché riprendano subito i lavori nei cantieri delle autostrade abruzzesi per la riparazione dei danni riportati dai terremoti degli ultimi dieci anni. La sen. Stefania Pezzopane ha ripresentato l’emendamento alla legge di bilancio 2018 per consentire alla società concessionaria di proseguire i lavori: “Il mio emendamento è finalizzato a garantire a Strada dei Parchi la sospensione del versamento della concessione all’Anas per il 2018 pari a 55.860.000 euro, per consentire al concessionario l’anticipazione delle risorse necessarie ai lavori, in attesa che si possano utilizzare i fondi già stanziati dal decreto Mezzogiorno”.

La “Strada dei Parchi” ha affacciato la eventualità che, in caso di altro sisma, le autostrade vengano chiuse al traffico.

Il problema di fondo della manutenzione delle autostrade abruzzesi viene ancora eluso. La A24 e la A25 hanno rilevanza strategica ai fini della Protezione Civile, almeno secondo quello che è stato detto dopo il terremoto del 2009 e dopo quello di Amatrice dell’anno scorso: servono, cioè, a garantire i soccorsi nelle zone che dal punto di vista sismico sono tra le più attive dell’Appennino. Posta in questi termini la questione, non si comprende: 1) perché la gestione delle autostrade debba essere affidata ad una concessionaria e non all’Anas; 2) perché la gestione debba rispondere a criteri di economia, laddove molte infrastrutture che sono imprescindibili per la stessa sopravvivenza delle zone interessate, sono a totale carico dello Stato (per esempio, la A3 Salerno-Reggio Calabria); 3) chi debba rispondere, in un contesto nel quale il pedaggio della A24 e della A25 è tra i più elevati d’Italia, della mancata manutenzione dei viadotti e delle gallerie, che ha portato le autostrade ai livelli di criticità che sono stati evidenziati proprio quando si è deciso di effettuare i lavori straordinari.

Un viadotto nei pressi di Bugnara

Connesso alle risposte che debbono essere date a questi interrogativi è il tema più generale dei costi delle autostrade a prescindere dal problema contingente della fragilità dei viadotti e delle gallerie: in effetti, se l’alternativa all’autostrada sono la Tiburtina Valeria (o la Salaria) o addirittura la ferrovia Roma-Pescara, i politici abruzzesi che avessero a cuore la vita dei propri elettori dovrebbero battersi perché non solo non si paghi il pedaggio, ma che non venga neanche prospettata l’ipotesi della chiusura anche per un giorno delle autostrade. Le Ferrovie in 120 anni non hanno raddrizzato una curva della Roma-Pescara e percorrere 230 chilometri in quasi cinque ore è da convogli del Bangladesh: invece di pendere dalle labbra degli amministratori della Rete Ferroviaria Italiana per la bretella che elimina la stazione di Sulmona o per il collegamento ridicolo tra Pescara e L’Aquila, i sindaci dovrebbero chiedere ai propri politici di riferimento di presentare interrogazioni per sapere come vengono scelti quegli amministratori e in base a quali criteri di ingegneristica vengono adottate le modifiche ai tracciati. Se la prospettiva di chiudere le autostrade è usata per ottenere più facilmente i finanziamenti potrebbe essere il caso che di questa vicenda si interessi qualche Procura della Repubblica, perché una ipotesi del genere avrebbe il significato di mettere in ginocchio una regione. Sotto gli occhi abbiamo l’appello dei sindaci che contiene, tra l’altro, questa curiosa implorazione : “Non lasciateci soli” oppure “Si prospetta un inverno particolarmente difficile per le nostre zone già messe a dura prova dal terremoto”. Manca solo che, come per il Tribunale di Sulmona, si contempli anche la presenza di due o tre Parchi Nazionali per far sbellicare il Ministero con tutte le infrastrutture. E la stessa iniziativa della sen. Pezzopane ha il peso e l’utilità di un pannicello caldo, se una scossa di terremoto, a insindacabile giudizio della “Strada dei Parchi”, basterà a far chiudere le autostrade per Roma. Con questi sindaci e con questi rappresentanti o referenti politici non arriveremo da nessuna parte; anzi, con queste autostrade non partiremo neppure.