SOLO INTORNO ALL’ANNUNZIATA E’ CAMPANILISMO

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IL PROGETTO PER LA NUOVA ORGANIZZAZIONE DELLA RACCOLTA E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI SU BASE PROVINCIALE DENOTA IL TRADIMENTO DEI “POLITICI DI RIFERIMENTO” DELL’AREA PELIGNA

19 SETTEMBRE 2025 – La forza dei rappresentanti politici di un territorio si misurava dalla capacità di attrarre risorse; oggi, in tempo di decrescita, si misura nella capacità di respingere negatività, fattori di degrado. Stabilimento Fiat e autostrada furono i segni distintivi di politici che tradussero in opportunità per il territorio le linee di sviluppo presenti in tutto il centro-meridione d’Italia. Non fu soltanto merito loro; ma loro ebbero una piccola parte. Chiusura della ferrovia per Napoli, progetto avanzato di togliere l’autostrada dalla Valle Peligna, discariche, inceneritori: sono le voci di bilancio dei politici di adesso. Non è soltanto colpa loro, ma i “politici di riferimento”, da almeno trenta anni a questa parte, hanno assecondato la tendenziale propensione dei politici di territori confinanti e concorrenti a scaricare le negatività sulla Valle Peligna. Ora non è soltanto questione dell’atavico cannibalismo aquilano, perché c’è anche il cannibalismo pescarese che, per esempio, intende correggere il percorso della autostrada A25, oppure che asseconda il disegno di escludere la stazione di Sulmona dai collegamenti con L’Aquila; oppure che indirizza i fanghi prodotti dal drenaggio del porto nell’interramento della discarica “regionale” di Sulmona. Appunto discarica regionale.

Attenzione ai termini.

Chi ha svenduto il territorio peligno per essere ammesso al banchetto delle carriere politiche personali ha anche assecondato le linee di programma che oggi individuano una discarica per ogni provincia, verso la quale convergeranno i rifiuti. Non è un progetto futuro. E’ in corso di realizzazione. L’Autorità di gestione integrata dei rifiuti (Agir), che raccoglie i 305 Comuni abruzzesi, vuole riunire le aziende di raccolta e trattamento dei rifiuti su base provinciale e, quindi, creare quattro ambiti provinciali. E’ da vedere se si perverrà ad una privatizzazione; e contro questa ipotesi si schierano i sindacati, tanto che tutto il personale è in agitazione. Ma la natura di tali aziende è, per il discorso che qui interessa, in second’ordine.

Si tratta pur sempre di affidarsi ad una discarica (o comunque la si voglia chiamare per indorare la pillola) per ogni provincia. In provincia dell’Aquila non c’è bisogno di inventarsi nulla, perché già Sulmona e L’Aquila, con il corredo di Comuni satelliti, riversano tutto su Noce Mattei. E’ altamente improbabile che si abbandoni questa per costruirne una ad Avezzano; a L’Aquila, neanche a parlarne, perché hanno ancora il trauma del terremoto e, invece dei rifiuti, macinano i miliardi. Ed hanno i politici che Sulmona non ha.

La gestione del Cogesa, fatta da Andrea Gerosolimo per interposti manager o definiti tali, è stata formalmente appannaggio di sindaci, anche dei paesi più microscopici, incapaci, strumentalizzati e a loro volta famelici di potere personale, al punto che, pur di moltiplicare posti di lavoro (e quindi voti), si sono moltiplicate le spese, con l’indecoroso proliferare di assunzioni e conferimento di consulenze anche quando la Corte dei Conti ha puntato la lente di ingrandimento sui curiosi bilanci dell’azienda. Sudditi di Gerosolimo sono stati i Fratelli d’Italia, che adesso non hanno neppure la dignità di esprimere un solo indirizzo, una linea di condotta. Sono stati schiacciati, i Fratelli peligni, dall’intesa che il sindaco meloniano pluri-votato dell’Aquila ha stretto con Gerosolimo assurto a politico di riferimento della Valle Peligna per l’inettitudine degli ultimi tre sindaci di Sulmona. Eletti direttamente dai sulmonesi, questi tre campioni di “primi cittadini” hanno invertito i rapporti di forza e si sono prostrati: non gratuitamente, beninteso, ma pur di restare al comando e in tale restanza trovando la propria ragione d’essere, da persone anonime, incolori e prese dal mazzo. Avrebbero potuto dettare la linea, scardinare le logiche di potere e le indecenze del Cogesa, ma hanno colluso. Eclatante il voto per l’approvazione del bilancio espresso da Gianfranco Di Piero, le bugie che ha detto sui suoi rapporti con Sposetti e gli incontri fuori della sede comunale, il rifiuto di tutelare il Comune in sede processuale; ma gli esempi del tradimento verso il territorio si possono ravvisare in altre condotte analoghe di altri personaggetti.

Dunque, i rifiuti di tutta la provincia non pioveranno dall’alto; sono in corso di realizzazione, oculatamente, i canali che li convoglieranno da tutta la Provincia. Se, poi, si passerà alla privatizzazione, da tutto il centro-Italia.

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