SULLA SCENA C’E’ UN CARLO TRESCA POLIZIOTTO

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BEFFARDA COINCIDENZA PER IL SOCIALISTA RIVOLUZIONARIO

12 GENNAIO 2013 – Se non fosse lugubre e un po’ inquietante, si potrebbe usare la bolsa espressione che Carlo Tresca si è rigirato nella tomba nel vedere che… Carlo Tresca è stato interpretato da un poliziotto: un poliziotto in pensione, ma pur sempre uno di quelli che è diretta espressione del governo, della repressione, dell’antisindacalismo, dell’antianarchia.

Ebbene sì, sulla scena era proprio Adriano Di Buccio, valoroso poliziotto che nella rincorsa ad una “Thema” con la quale era stata sferrata una rapina all’orefice Di Ruscio nel 1987 stava per essere impallinato ed un colpo di pistola trapassò il poggiatesta dove doveva poggiare la sua testa se le circostanze avessero consentito un trasferimento più confortevole.

Certo, un poliziotto che aveva a che fare con volgari criminali e non con rivoluzionari, carichi di ideologia e arsi di fuoco sacro. Ma pur sempre un poliziotto, che si è dato al teatro dopo essersi dato all’ippica (bolso sarebbe anche l’accostamento con questo altro luogo comune trito e ritrito, perchè cavalcando Di Buccio ha dato anche qualche vittoria alla Giostra sulmonese) e ieri ha interpretato da protagonista il lavoro drammatico allestito all’agenzia per la promozione culturale in Piazza Venezuela. L’idea è nata dall’ Associazione Culturale Voci e Scrittura in collaborazione con la Compagnia teatrale “Arianna”. Nella “pièce” del gruppo “Arianna” Adriano Di Buccio, insuperabile, ha avuto grandi sostegni in Fabio Ranalli (che ha interpretato Giuseppe Calabi), Simona Zavarella, Maria Antonietta Bafile e Vincenzo Polidoro sotto la regia di Marisa Zurlo. Hanno messo in scena “Una ipotetica chiacchierata nella redazione del giornale Il Martello” scritto da Concettina Falcone Salvini.

Sono seguiti gli interventi di Marco Del Prete, che ha fornito una inquadratura storica e del duo musicale “La Viella del Vecchio” di Marcello Caldarelli e Carla Gatta.Ai presenti è stato distribuito il libro “L’eroe agitatore” di Max Eastman.