SULMONA E AVEZZANO COME I POLLI DI RENZO

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16 GIUGNO 2012 – L’avv. Herbert Simone di Avezzano, giustamente dal suo punto di vista, ritiene che il tribunale di Avezzano non possa essere accorpato a quello di Sulmona, neanche per ragioni legate strettamente alla geografia e, quindi, alla centralità del secondo tribunale rispetto al primo. Dice che, semmai, Avezzano ha le carte in regola per chiedere il contrario o, comunque, per rimanere in vita, in quanto è tra quelli che avrebbero i requisiti per raggiungere questo risultato, secondo l’impostazione del ministero della Giustizia.

A questo punto sembra scontato che si replichi la battaglia che distinse la richiesta di istituire un’altra provincia nell’ambito di quella aquilana; con i risultati che tutti conoscono, perchè né Avezzano, né Sulmona sono diventate provincia e invece lo sono diventate città che sembra si siano consorziate pur non avendo nulla da spartire.

Una idea che merita ancora considerazione è quella di considerare un unico tribunale tra Sulmona e Avezzano, che avrebbe statistiche triple o quadruple rispetto a quelle del tribunale dell’Aquila e che forse, questo sì, potrebbe sperare di raggiungere almeno i  parametri previsti della legge per la riforma delle circoscrizioni. Al di fuori di questa possibilità stanno le cifre nude e crude che il ministero vuole mettere al primo posto e che, se ne può essere certi, convinceranno il 90% degli Italiani assillati dalla necessità dei tagli e dei risparmi nei servizi. Poi magari saranno risparmi su un fronte e sprechi sotto altri aspetti. Ma così com’è, il progetto è demagogico e populistico: cioè passerà alla grande. (Sulla ipotesi di accorpamento dei tribunali di Sulmona e Avezzano, si vedano: “Stessi giudici per Sulmona e Avezzano?“; “Colucci: “Siamo d’accordo con gli avvocati di Sulmona” Da Sulmona: “Con chi?“”; “Spinosa: “Un tribunale Sulmona-Avezzano potrebbe essere la soluzione“; “Un consiglio saggio: Sulmona e Avezzano non si disperdano” nella sezione GIUSTIZIA di questo sito)

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