TOGLIETE PURE IL TRIBUNALE, MA RISPARMIATECI LE PERNACCHIE

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SCONCERTANTE ESITO DELLA RIUNIONE INDETTA DAL SINDACO

29 GIUGNO 2013 – Molta buona volontà del sindaco appena ieri insediato e oggi artefice di un incontro nell’aula magna di Palazzo San Francesco tra tutti quelli che potrebbero scongiurare al chiusura del tribunale di Sulmona (nella foto l’ufficiale giudiziario Pino Verrocchia davanti al tribunale).

Giuseppe Ranalli è l’unico tra tutti i politici a poter rivendicare un certo distacco dalle responsabilità di coloro che hanno approvato la legge-delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, perchè apparteneva all’Italia dei Valori che, se la memoria non inganna, è stata tra il 5 o 6 per cento del Parlamento a non votare quella assurdità architettata per dare in pasto all’Europa un contentino sulla spending-rewiew.

Ma da sindaco mette il piede in fallo e non solo invita a parlare Giovanni Legnini e Paola Pelino, che votarono la legge Killer a quattro mani, su fronti opposti (quindi nessuna “larga intesa” potevano citare a giustificazione), ma addirittura concede loro il posto privilegiato del dibattito, subito dopo le relazioni degli “addetti ai lavori”.

Schiaffo alla città

Schiaffo alla città, ancora una volta, e il sindaco ha potuto fare poco per evitarlo. Essendo persona per bene e non potendo conoscere tutti i particolari di quella via crucis, non ha smentito i due parlamentari che prendevano per il naso l’assemblea. Avrebbe potuto ricordare ai due ospiti, che sembra siano stati i più riveriti, che, per esempio, quando si trattava di votare contro L’Aquila in parlamento, Giovanni Lolli non ha esitato, mentre loro non sono mai stati sfiorati dal pensiero di dire a Montecitorio o a Palazzo Madama (rischiando un calcio nel sedere da PD e PDL alle elezioni di febbraio) quello che hanno detto a Palazzo San Francesco ieri e ripetono ai poveri gonzi di partito da almeno due anni. Legnini ha addirittura balbettato (ed è stata una caduta di un certo significato, per come siamo abituati a sentirlo parlare) non sapendo cosa controbattere al Presidente degli avvocati, Gabriele Tedeschi. Questi ha detto che nel programma elettorale del PD c’era, sì, il progetto di salvare i tribunali, ma solo nel numero di sei e, guarda caso, Sulmona non ha mai fatto parte di tale operazione. “E’ stata una operazione di qualche burocrate su internet” ha sussurrato Legnini, come negli anni Sessanta dicevano i burocrati del PCI quando l’Unità pubblicava qualcosa di scomodo (poi per fortuna gli elettori hanno cancellato il PCI e i lettori l’Unità, forse perchè non c’erano più i trinariciuti che disegnava Guareschi).

“Ma sull’Ombrina l’abbiamo spuntata”

E di lì a poco ha cercato di riprendersi, citando l’esempio di collaborazione con Paola Pelino: sul tribunale di Sulmona o di Vasto o di Lanciano? No, sull’affare “Ombrina mare”che sta al tema invocato dal sindaco Ranalli come ci può stare la tutela delle foche dell’Artico; tanto che anche Pelino si è fatta un pizzico perchè ha compreso la gaffe. Ma è rimasta in silenzio a veder come il collega delle larghe intese seguitava ad annaspare peggio di una foca arpionata.  Se Legnini non fosse partito per il Gran Sasso subito dopo il suo intervento (come facevano i democristiani all’apertura dei convegni negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e primi due dei Novanta) gli avremmo chiesto se era venuto a provocare oppure a saggiare la pazienza dei sulmonesi. Lo abbiamo visto allontanarsi con una coda di giornalisti (che hanno lasciato l’aula come se quello che si continuava a dire riguardasse la tutela delle foche dell’Artico…), ma ancora non ascoltiamo una intervista che contenga questa domanda.

Una spernacchiata così Sulmona non la merita; e per questo bisogna fare appello al sindaco di evitarne per il futuro. Adesso ha fatto un incontro istituzionale; ha annunciato la costituzione di un comitato; va bene, si comincia sempre dall’asilo. Non si può pretendere che, quando si stanno per portare via computer, scrivanie e banchi degli imputati perchè Legnini e Pelino hanno votato in un certo modo, Peppino Ranalli faccia lo sciopero della fame o harakiri in Piazza Capograssi. E’ tantissimo quello che ha già fatto, a ventiquattro ore dal suo insediamento e quando ha solo meno di un anno per il suo programma prima delle prossime elezioni comunali. Ma, per favore, non pensi a coinvolgere i politici, o questi politici.

Se la Consulta annulla, Legnini e Pelino rivotano

Immagini solo questo scenario: se martedì la Corte Costituzionale dichiarerà l’eccesso di delega dei decreti che hanno soppresso i tribunali, accogliendo la mirabile ricostruzione giuridica del collegio del tribunale peligno, forse già a settembre Cancellieri, Letta & C. metteranno al primo punto dell’ordine del giorno di Senato e Camera una nuova delega formulando un testo che possa passare il vaglio della Consulta. E il pur volenteroso Ranalli dove penserà che saranno in quel giorno Legnini e Pelino: a Palazzo San Francesco per dire che bisogna salvare il tribunale di Sulmona?

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