UNARMA SEGRETA

277

IL SINDACATO DEI CARABINIERI PRENDE POSIZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEI TRIBUNALI – ULTIMA CHANCE

22 NOVEMBRE 2021 – Il sindacato dei Carabinieri prende posizione contro la chiusura dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto esprimendo preoccupazione per le “ricadute negative che tali chiusure avranno sulle attività svolte delle forze di polizia”. “Tenuto conto della collocazione geografica dei capoluoghi di provincia e vista la peculiare orografia del territorio abruzzese – continua la nota – l’accentramento delle Procure della Repubblica presso i quattro centri capoluogo vedrà costretto il personale dell’Arma dei Carabinieri a lunghi spostamenti per svolgere gli adempimenti connessi alle attività di polizia giudiziaria. Tutto ciò -sottolinea Unarma – non solo provocherà un rallentamento di dette attività, ma la necessità di raggiungere con frequenza le sedi dei Tribunali determinerà una minore presenza di militari e mezzi impegnati nei quotidiani servizi di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali e nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. La soppressione dei Tribunali minori rientra tra le misure di cosiddetta ‘spending review’ a suo tempo emanate dal Governo Monti: in concreto però tale riforma comporterà un significativo aumento delle voci di spesa relative alle indennità di missione, ai compensi straordinari, ai carburanti e all’usura dei veicoli.
    Per tali ragioni – conclude la nota di Unarma – visto che a fronte di un risparmio complessivo incerto per le casse dello Stato vi sarà un sicuro deterioramento della qualità del servizio offerto dalle forze di polizia, il sindacato Unarma invita le Autorità competenti a rivalutare il provvedimento in questione annullando la soppressione dei Tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto”.

La novità costituita dalla ferma posizione del sindacato dei Carabinieri è importante, seppure giunga in “zona Cesarini”, quando già si stanno per trasferire gli armadi dopo che sono stati trasferiti i cancellieri che lo hanno richiesto e dopo che qualche giudice potrebbe aver ripensato a chiedere una destinazione che svanisce ad horas. E’ importante quello che scrivono i Carabinieri perché solleva il dibattito, in particolare, dal bolso esempio finora circolato senza pudicizia quando si parlava dei disagi che il “testimone di Ateleta” avrebbe dovuto affrontare se il tribunale di Sulmona avesse chiuso. Si facevano i conti con i mezzi pubblici per dire che il “testimone di Ateleta” sarebbe dovuto partire il giorno prima e tornare a notte fonda. Poi abbiamo contato quanti testimoni da Ateleta sono venuti al tribunale di Sulmona (e sarebbero stati deviati a quello di L’Aquila) e abbiamo riscontrato che saranno stati in tutto una decina in dieci anni, compresi quelli per lo sconcertante caso di un cameriere carbonizzato e trovato senza gambe sulla strada di Ateleta con piena assoluzione dell’unico imputato (l’ipotesi del suicidio, almeno quella, è stata esclusa).

Adesso si dovrà parlare, almeno, non più del “testimone di Ateleta”, ma del “maresciallo di Ateleta”, con tutto quello che comporta in termini di accesso agli uffici e, giustamente, di dispendio di risorse, di mezzi e di tempo, se il tragitto si raddoppierà. La nota di “Unarma” ha anche il pregio di provenire da una parte non interessata a conservare i tribunali per questioni localistiche e può essere una chiave di lettura dei disagi effettivi che saranno arrecati ai territori e alle comunità, quindi al servizio della Giustizia in sé. Ma perché è rimasta finora Unarma… segreta?