SCALZITTI, UNA VITA A META’ CHE VALEVA IL DOPPIO

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OGGI A PALAZZO MAZARA I QUARANTA ANNI DALLA SCOMPARSA

25 GIUGNO 2015 – “Ricordando Angelo Maria Scalzitti” è il titolo dell’incontro di mezz’ora per gli appuntamenti della cultura tenuto oggi pomeriggio a Palazzo Mazara.

Lui aveva 43 anni quando il I giugno 1975 morì tra un corridoio ed un altro dell’ospedale, forse per le conseguenze di un eccesso di antibiotici in vista di un piccolo intervento chirurgico. Ora sono passati già più di 40 anni: è come se di Angelo Maria Scalzitti fosse vissuto un altro profilo, un silenzioso spettatore delle vicende del mondo nel quale il primo era transitato fisicamente e che adesso si appresterebbe a concludere il ciclo della seconda esperienza consentita allo spirito quando il corpo non ce la fa a continuare.

Aveva troppe energie fino al 31 maggio 1975: per i viaggi in Romania a parlare di Ovidio; per scendere in tipografia a controllare l’ultima zincografia e a registrare i menabò dei suoi “Il Corriere del giorno” e “Circolo Letterario” e la prima dispensa della “Città di Sulmona” di Francesco Sardi de Letto; per incontrare i giovani nel suo incantevole schifamondo di Via Mazara, proprio lui che il mondo non lo schifava e lo cercava di giorno e di notte, incontrollato entusiasta dei contatti umani, generoso anfitrione e attento ricercatore delle cose eleganti; per Giulio e Nicola, mascotte e per lui portafortuna più che solo figli, con loro arrampicandosi sulle strade del Gran Sasso per l’ultima gita del 25 aprile.

Non poteva interrompersi una vita a metà; così, probabilmente il suo spirito ha continuato a viaggiare tra Sulmona e Costanza; il “Circolo Letterario” durò ancora un pizzico; la “Città di Sulmona”, suo fiore all’occhiello, ha visto per intero la luce, anche se sull’occhiello di Marcella, sua sorella; Giulio e Nicola sono oggi da un bel pezzo più anziani di lui quando li vide per l’ultima volta. Un sorriso triste fu quello colto sul Gran Sasso in aprile; una foto che “Il Tempo” pubblicò in prima pagina regionale il 3 o 4 giugno perché era la prima a disposizione anche se non la più bella. Forse è vero che le persone decidono inconsapevolmente di andarsene anche se stanno in salute e anche senza darlo a vedere.

E’ bella, invece, la foto che i suoi ragazzi hanno scelto per la locandina dell’evento di oggi. Lì è veramente lui, o almeno quello che voleva e riusciva ad apparire pur con le angosce di una vita espansiva, ma che forse in provincia non era apprezzata nei suoi più alti contenuti. Una vita vissuta a metà. Fino a 43 anni.

Nella foto del titolo Angelo Scalzitti è il primo a destra; accanto a lui Francesco Sardi de Letto, Armando Gizzi, Giuseppe Di Tommaso e Mario Marcone

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