ILA CRIMINE ECONOMICO E’ LASCIARE I GIOVANI A GUARDARE

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DALLE PAGINE DI BANKITALIA IL QUADRO DELLA ECONOMIA ABRUZZESE

14 GIUGNO 2014 – Non è un “libro nero” sull’economia abruzzese la relazione della Banca d’Italia (nella foto del titolo la sede in Piazza Duomo a L’Aquila); ci sono spunti che lasciano speranza.

E’ una analisi consapevole e tecnicamente rafforzata da metodologie rigorose: quindi quelle 115 pagine  vanno lette con molta attenzione, senza pregiudizi. Soprattutto va evitata la prassi, invalsa da sempre, di cercare le cifre per corroborare teoremi già impostati e passati per verità assoluta.

Ma quando si parla di disoccupazione e quando si china lo sguardo sulla disoccupazione giovanile si ha idea di come l’Abruzzo stia sciupando le sue principali risorse in uno scellerato confinamento della gioventù negli ambiti della postulazione, del precariato, quindi della mortificazione di quanto la scuola (e molto spesso le autonome intraprendenze dei ragazzi) hanno forgiato e proposto nella formazione.

Vediamo cosa scrivono da Bankitalia sul punto: “La flessione dell’occupazione ha riguardato soprattutto la componente maschile, quella a tempo parziale e quella più giovane. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto un valore storicamente elevato, in particolare per la popolazione di età compresa tra i 15 e i 34 anni. Tra i giovani abruzzesi, il numero di immatricolati a corsi di studio universitari, già in flessione nel periodo precedente, si è ulteriormente ridotto nel corso della crisi, più della media italiana. Nel 2013 è proseguito il calo dei prestiti bancari al settore privato; vi hanno contribuito la perdurante debolezza della domanda di credito, in un contesto di incertezza sull’evoluzione della situazione economica, e le politiche di offerta degli intermediari, rimaste improntate alla cautela. La riduzione dei prestiti alle imprese ha riguardato tutte le classi dimensionali e tutti i principali comparti di attività economica. I tassi di interesse a breve termine si sono stabilizzati sui livelli del 2012, continuando a riflettere il diverso grado di rischiosità delle imprese. Le erogazioni di nuovi mutui alle famiglie sono ulteriormente diminuite. Il credito al consumo erogato da banche e società finanziarie si è ugualmente ridotto, a fronte del calo della spesa delle famiglie per l’acquisto di beni durevoli. Il tasso di interesse medio sui nuovi mutui alle famiglie è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. La qualità del credito è ulteriormente peggiorata. Il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle imprese è aumentato, in particolare nel comparto delle costruzioni, mentre è rimasto sostanzialmente invariato per i prestiti alle famiglie consumatrici. L’indice di deterioramento del credito, che tiene conto anche delle posizioni in temporanea difficoltà, si è attestato su livelli superiori al dato medio nazionale e in crescita rispetto a un anno prima. I depositi bancari hanno rallentato, riflettendo la dinamica dei depositi a risparmio; si è sensibilmente ridotto lo stock di obbligazioni bancarie possedute dai residenti. Nel confronto con le regioni del Mezzogiorno e con la media nazionale, le famiglie abruzzesi destinano una quota più elevata della ricchezza finanziaria da esse detenuta al risparmio postale e ai depositi bancari; è invece inferiore il peso dei titoli a reddito fisso, delle azioni e delle quote di fondi comuni di investimento”.

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