SCORRENDO TRA LE ADESIONI PER PASSARE ALLA PROVINCIA DI PESCARA
26 SETTEMBRE 2013 – La vera occasione di incidere nella realtà sulmonese il Comitato per l’annessione alla provincia di Pescara può già trovarla nel coinvolgere le sconfinate risorse umane finora sopite: per esempio quelle di Sulmonesi che sono stati all’estero, si sono fatti valere, sono ancora nel pieno delle energie e trovano al rientro una realtà quasi diffidente, amorfa. Se solo si riuscisse ad addizionare tutte queste risorse individuali e, occorre riconoscerlo, isolate, si potrebbe contare su un prodotto di grandissimo rilievo.
Un esempio ci viene da un artigiano ed imprenditore che ha fatto cose egregie nei Paesi in via di sviluppo e nel settore della impiantistica (ascensori soprattutto), che si dice lieto e addirittura fiero di poter partecipare al comitato in corso di costituzione: Panfilo Spinosa, che porta la sua sulmonesità nel nome innanzitutto, ma anche in una profonda memoria di personaggi, cose e luoghi della sua adolescenza e giovinezza.
Tra l’altro è stato candidato alle ultime elezioni comunali, non si è mai tirato indietro pur avendo raccolto lontanissimo i frutti della sua valentia. Non ci sta a rimanere sotto il giogo dell’Aquila, ha sperimentato quanto possa essere retriva la mentalità di un capoluogo che ha sempre e soltanto assorbito o, peggio, digerito il suo territorio senza nulla mai riconoscere in termini di decentramento e di un altro principio-cardine della Costituzione: la partecipazione. E’ persona convinta delle sue idee a sinistra: segna, quindi, la chiara trasversalità del Comitato, che non è agnostico, ma che spera di trovare punti di unione prima di inoltrarsi in quelli di scissione; porta sottobraccio l’Unità ed è ovvio che non accetterebbe nessun inciucio; che però non gli viene neanche proposto, perchè scegliersi il capoluogo di provincia non vuol dire scegliersi un padrone, né un leader politico.






