TROPPI IMMOBILI PER UN COMUNE CHE VUOLE MOBILITA’

488

1 GENNAIO 2012 – L’assessore al patrimonio, avv. Mariella Iommi, è riuscita a far approvare il piano di “valorizzazione e vendita” degli immobili di proprietà del Comune e spera di ricavare circa dieci milioni di euro dalla cessione di diciotto porzioni di fabbricati, dislocati un po’ ovunque.

Sostanzialmente ha detto in aula che il piano non si discosta dai tentativi svolti negli anni passati: le vendite non sono state effettuate per mancanza di proposte di acquisto. Peraltro, il programma dell’Amministrazione non è rivolto a vendere anche alcune “case parcheggio”, per non compromettere l’azione sociale che il Comune intende perseguire nei confronti delle famiglie più disagiate.

Ottima determinazione quella di non svuotare le case che sono state concesse a famiglie disagiate. Ma il Comune può fissare in via definitiva i suoi programmi e liberare gli immobili che sono stati concessi decenni fa, forse per opportunità politica o per finalità occupazionali, e che ora costituiscono assurdi pesi morti: alcune scuole non più usate perchè collocate in zone dove è più semplice far passare più autobus oppure da dove gli alunni vengono accompagnati in auto; gli stessi uffici al primo piano di Palazzo Mazara, complesso sempre giudicato strategico per la vicinanza con Palazzo San Francesco, eppure affittato ad altri enti, o anche locali (nello stesso Palazzo) che sono sfuggiti al restauro del 1983 e che sono alloggio di piccioni (sullo stato dell’edificio: “Come era bello il palazzo della volpe”); addirittura vengono trattenute nel patrimonio del Comune strutture che alle famiglie disagiate non darebbero nessun sollievo e che non sono neanche abitazioni. Per quei fabbricati non c’è destinazione sociale alcuna. L’avv. Iommi ha tenacia ed è animata da forte volontà; ne ha bisogno, perchè in questa materia sono periti i buoni propositi di quasi tutte le amministrazioni precedenti (chi non ricorda i casi del mattatoio e del mercato coperto?). Occorre, però, effettuare stime reali, perchè nell’attuale contesto proporre aste ai prezzi finora richiesti significa non vendere.

Please follow and like us: