PANDEMIE DI TUTTI I TEMPI IN VALLE PELIGNA

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21 MARZO 2020 – Mentre si fanno più acuti i timori per la pandemia del XXI secolo, una occhiata alla storia della Valle Peligna non può che richiamare le esperienze delle grandi epidemie di peste nel medioevo, ma anche di quelle dello stesso periodo narrato dal Manzoni nei “Promessi Sposi”: la peste del 1600 prima di tutte. Ma c’è molto da dire sulla “Spagnola” del 1918/1919, che sorprendentemente indica analogie significative con le condotte degli uomini e delle donne di oggi, sia di quanti ne furono colpiti che di quelli che soccorsero i contagiati, che, da ultimo, di coloro che, congiunti o amici o vicini di casa, rimarginarono le ferite rimuovendo del tutto una esperienza che fu troppo sconvolgente per essere evocata nei racconti, più o meno quello che è accaduto per i sopravvissuti dei campi di concentramento nazisti e comunisti.

Ed è significativo come anche nel 1918 la pandemia che sconvolse il mondo fosse chiamata “influenza”, come stupidamente qualcuno ha definito la patologia legata al coronavirus pensando di ridurne l’impatto nell’immaginario, senza aggiungere che per quella “influenza” non è stata trovata la cura e per questo oggi ha lo stesso effetto di una pestilenza. Di rilievo, in questo riferimento alla “Spagnola”, anche il decalogo dei comportamenti da tenere, riportato a fianco della foto dell’infermiera con la mascherina.

Nella foto del titolo un annuncio su un giornale del 1918

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