“A BUSSI SIAMO SOLO ALL’INIZIO”

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L’ARTA PARLA DI PROGRESSIONE INQUINANTE IN CORSO – IN PERICOLO TUTTO IL BACINO IDROGRAFICO PIU’ GRANDE D’ABRUZZO

12 MAGGIO 2021 – “A Bussi il principio giuridico del ‘chi inquina paga’ non viene ad oggi rispettato: il capping (tappatura; n.d.r.) non basta a contenere i veleni chimici delle mega discariche” afferma il dirigente dell’Agenzia regionale di tutela del territorio, Maurizio Dionisio, che ha anche fatto rilevare come occorra “una non più rinviabile grande opera di bonifica che deve essere attuata con particolare cura e con la previsione di un complesso piano di smaltimento”. “L’Arta – prosegue Dionisio – ha la competenza istituzionale del controllo attraverso il monitoraggio: siamo il termometro, non la cura. E il termometro dice che la progressione inquinante è in corso: c’è quindi una situazione di allarme resa ancora più emergenziale dall’assenza di un piano di bonifica credibile”.

“Fino a questo momento si sono viste opere di scarsa efficacia come se si stesse curando un tumore con l’aspirina – continua Dionisio -. Si tratta solo di opere prodromiche, iniziali, di messa in sicurezza, al pari della perimetrazione e alla captazione dell’acqua di profondità. Ma non può la Edison pensare di fermarsi a questo. Bisogna procedere alla rimozione materiale di tonnellate di rifiuti, che è l’unica e vera soluzione, anche se oggettivamente molto costosa”.

Nelle condizioni nelle quali l’industria chimica ha lasciato le “gole” del Fiume Pescara (che racchiudono il bacino idrografico per eccellenza d’Abruzzo) l’attuale governo non deve consentire il rimbalzo di responsabilità tra enti. Non sono di ieri i proclami lanciati dal Ministero dell’ambiente, che aveva avvertito tutti i soggetti sulla intransigenza nel perseguire le linee d’azione ricavabili dalla sentenza del famoso processo per inquinamento dopo lo sconcertante stallo. E’ l’intera Valpescara a subire gli esiti del ciclopico interramento di rifiuti della lavorazione di sostanza tossiche e il grido di allarme dell’Arta è inequivocabile, laddove si parla di una “progressione inquinante” in corso.

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