VINCERA’ CHI SBAGLIA DI MENO

628

IPOTESI PER IL BALLOTTAGGIO

5 OTTOBRE 2021 – Certo l’idea di formare un cartello di liste che andasse dalla Lega al Pd, dai grillini a Sbic avrebbe consentito già ieri di voltare pagina nell’amministrazione del Comune; tra l’altro, avrebbe ricalcato la formazione del governo nazionale. Non ne sarebbe risultato un assetto durevole: il tempo di traghettare la città alle prossime elezioni regionali. Ma almeno avrebbe scardinato subito i metodi del potere gestito alla spicciolata da una persona sola: una vera rivoluzione per Sulmona che ha sempre voluto un uomo al comando, da Paolo Di Bartolomeo a Franco La Civita. Avrebbe segnato una maturazione per la politica, pur con le inevitabili fatiche che avrebbero atteso tutte le forze della coalizione per rimanere unite già nel primo consiglio comunale.

Adesso, di necessità virtù. Le forze più collaborative e mature debbono non perdere di vista l’obiettivo di salvare la città dal baratro che l’attende dopo i cinque anni di amministrazione comunale di Andrea Gerosolimo per interposta persona. Se a loro sembra poco ridiscutere lo scenario che ha portato allo scempio di una Valle Peligna inondata dai rifiuti e regalata alla Snam; se sembra poco fermare la dissipazione del patrimonio comunale per la oggettiva incapacità di procurarsi finanziamenti da parte di una sindaca con una giunta cambiata ogni sei mesi; se sembra poco rivedere i criteri di gestione degli enti sovracomunali; se appare inutile intraprendere una battaglia per impedire che la Valle Peligna sia esclusa dal tragitto della autostrada A25 e la stazione ferroviaria di Sulmona da quello che dovrebbe collegare Pescara a L’Aquila; se tutto questo sembra poco, allora ognuno potrà presentarsi al ballottaggio senza un disegno di insieme e si potrà verificare l’ipotesi che una certa “Destra” affaristica si allei ai “civici” che, proprio perché tali, possono dire oggi il contrario di quello che diranno domani e, quindi, presentarsi gli alleati più compiacenti. Questa “Destra” è al punto tale dello sbandamento che ha tenuto il comizio di chiusura il mercoledì prima delle elezioni, tra l’altro nel chiuso del cortile del municipio, praticando quella mentalità perdente ampiamente prevista; Fratelli d’Italia e Lega hanno raccattato numeri che li mettono già da oggi in seria difficoltà per giustificarsi davanti a “Io sono Giorgia” e al “Capitano”. Quindi, molti elettori di quell’area non sono neanche andati a votare perché peggio di così non si può condurre una campagna elettorale. Potrebbero rispondere ad un serio appello per salvare Sulmona, venisse anche da un doroteo come Gianfranco di Piero, che peraltro ha certamente più caratteri tradizionalmente riferibili alla Destra di quanti ne possa vantare Gerosolimo, transumante da destra a sinistra a lune alterne.

Certo al Pd di Sulmona si chiede un ulteriore sforzo, dopo quello che ha messo in atto rivoluzionandosi al suo interno e purificandosi. Occorre che rinunci a cantare “Bella ciao” ad ogni occasione che possa anche lontanamente rievocare la guerra civile italiana e giustamente disturbare chi ancora non può celebrare i suoi morti; occorre che non concluda il comizio del 15 ottobre prossimo riservando un applauso al sindaco Lucano, che, va ricordato, è stato condannato non per aver accolto gli immigrati, ma per i falsi che ha compiuto sulla certificazione di stato civile della sua compagna, per l’attribuzione indebita di somme straordinariamente ingenti, per i falsi compiuti per non pagare la Siae, insomma per cose che potrebbero non costituire reato solo se Lucano fosse stato il sovrano di una repubblica indipendente di Riace e non un cittadino italiano. Spernacchiare in questo modo le regole non fa che indispettire coloro che, come i leghisti, gli immigrati non li vogliono adesso dopo averne provocato i flussi per dare ai piccoli imprenditori del Nord forza lavoro a costo quasi zero ed aver favorito, con le sanatorie di Bossi, il loro definitivo radicamento.

A poche ore dal flop dell’armata di sette liste che non hanno vinto al primo turno e si sono posizionate al secondo posto con una distanza di sei o sette punti, i civici non sono in grado di promettere ai sulmonesi che al Comune si eviterà il baratro preparato da Gerosolimo per interposta Casini. E si trovano nel guado perché presentano un candidato che non piace ai sulmonesi, vera zavorra per le liste che nel loro complesso hanno raccolto più voti di quelle di Di Piero.

Non ci vuole Cavour per tradurre in risultato politico l’insieme di irripetibili opportunità di girare pagina.

Please follow and like us: