DRAMMA DEL GAS ALL’ULTIMO ATTO E GIA’ SI SA LA FINE

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LUNEDI’ LA RIUNIONE DECISIVA

9 LUGLIO 2022 – E’ tutta decisa, secondo i Comitati per l’ambiente della Valle Peligna la riunione di lunedì, l’ultima per l’approvazione definitiva del metanodotto a Sulmona. E gli ambientalisti parlano di “sopruso contro la ragione“. L’esito sarebbe scontato: “il metanodotto verrà autorizzato,
contro ogni logica ambientale, climatica, economica e democratica. Perché così vogliono i “padroni del
vapore”, cioè le grandi compagnie dei combustibili fossili che, in nome del Dio denaro, dettano la loro
linea non solo al Governo italiano ma allo stesso Parlamento europeo che proprio alcuni giorni fa ha
classificato come fonti “verdi” e sostenibili perfino il metano e il nucleare, che potranno quindi ricevere
finanziamenti, dirottando miliardi di euro verso fonti dannose per la salute e per il pianeta e sottraendoli
alle rinnovabili. Un voto, quello del Parlamento europeo, inaccettabile perché espressione di una politica
sempre più asservita alle lobby del gas e del petrolio, e che rischia di rafforzare il peso geopolitico della
Russia e di aumentare i suoi profitti”.

Per fermarsi all’oggi e a noi, i Comitati per l’ambiente inquadrano anche la responsabilità del presidente della Regione Abruzzo: “Il metanodotto verrà autorizzato grazie anche al vergognoso voltafaccia del presidente Marco Marsilio, secondo il quale la Regione non ha nessuna competenza su un’opera gigantesca e altamente impattante che devasterà l’ambiente naturale dell’Appennino centrale, vero scrigno di biodiversità, e che andrà ad aumentare i rischi di territori estremamente fragili sotto il profilo sismico. Definiscono la Linea Adriatica, di cui fa parte il Sulmona – Foligno, un’”opera strategica”, indispensabile per far fronte all’attuale crisi energetica conseguente alla guerra in Ucraina. Ma si tratta di una colossale bugia. Come può essere “strategica” una infrastruttura che, secondo l’ultimo Piano Snam, dovrebbe entrare in esercizio nel 2034? Come può essere fronteggiata una emergenza di oggi a distanza di dodici anni, quando, tra l’altro, l’Europa dovrà aver ridotto di almeno il 40 per cento l’uso del metano, un gas fortemente climalterante? Che si tratti di un’opera del tutto inutile lo conferma indirettamente lo stesso ministro Cingolani che due settimane fa ha dichiarato che l’Italia ha già trovato il gas da sostituire a quello russo: ribadiamo, dov’è l’emergenza che giustifichi la costruzione di un’opera che non serve ? Infatti, la Linea Adriatica non c’entra nulla con la guerra perché fa parte della rete metanifera interna, che è già sovradimensionata rispetto ai consumi del Paese e ancora di più lo sarà in futuro. Ma se è inutile perché costruirla? La verità è lampante e la risposta è fin troppo semplice : la Snam guadagna sulle opere, non sulla vendita del gas; e a pagare saranno da un lato l’Europa (cioè noi cittadini), con i suoi lauti finanziamenti, e dall’altro sempre noi cittadini attraverso la bolletta energetica. Il costo degli impianti, infatti, è compreso in bolletta e, nel caso della Linea Adriatica aumenta incredibilmente di anno in anno, fino ad arrivare oggi alla bella cifra di 2 miliardi e 338 milioni di euro“.

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