“MA DI CHE COSA STIAMO PARLANDO?”

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PENTASTELLATI TORCE UMANE PER DIFENDERE LA GIUNTA DI DI PIERO – MA SONO STATI TRATTATI COME I CANI IN CHIESA MENTRE DI PIERO INCIUCIAVA CON IL FINTO NEMICO DELLE ELEZIONI

3 GENNAIO 2025 – “L’amministrazione comunale di Sulmona ha pagato il prezzo di personalismi che si sono manifestati sin dall’inizio di questa consiliatura. 

Il progetto per la città era valido, ma forse meno le persone. Come Movimento 5 Stelle, abbiamo sempre dato il massimo del nostro contributo. Inizialmente con il consigliere Jacopo Lupi e l’assessore Attilio D’Andrea, e successivamente con il consigliere Angelo D’Aloisio e l’assessore Carlo Ciufelli, che ringrazio per l’impegno profuso, dimostrando che i ruoli istituzionali devono essere sinonimo di impegno costante nella risoluzione dei problemi della città, della messa a terra degli impegni presi con i cittadini che ci hanno dato fiducia ed nell’interesse del bene comune, cosa purtroppo che non si è dimostrata scontata. La nostra lealtà è stata un elemento di garanzia fondamentale per il progetto di rilancio della città di Sulmona», ha dichiarato la senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo.

«In questo periodo si stava iniziando a restituire alla città i risultati di un grande lavoro, nonostante le difficoltà generate da chi, decidendo arbitrariamente di far fallire un progetto condiviso, ha scelto di sostenere indirettamente l’avversario politico. Questo genere di atteggiamenti allontana i cittadini dalla politica, un metodo che come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre combattuto e continueremo a combattere. Siamo certi che dietro queste dinamiche di palazzo non si può leggere altro che il disinteresse verso i veri bisogni dei cittadini che, sono certo, non vorranno essere rappresentati nel prossimo futuro da politicanti “cinici” che hanno dimostrato più volte, dalla gestione Cogesa alla loro qualità amministrativa e in ultimo lasciando la città in mano ad un Commissario le questioni di vitale importanza per il futuro di questo territorio e di tantissime famiglie che lo abitano come la crisi della Marelli e del suo indotto», ha aggiunto il coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle per L’Aquila, Attilio D’Andrea.

La “messa a terra” (alla quale alludono i 5Stelle in riferimento agli “impegni presi con i cittadini”) in genere serve a scaricare energia e a disperderla. Ed è proprio quello che è successo al Movimento 5Stelle appresso al progetto, questo sì, dell’avversario nelle elezioni del 2021. Se i pentastellati non si sono accorti di come i patti del sindaco Di Piero e del suo finto avversario del ballottaggio rinunciato, Andrea Gerosolimo, li abbiano sorvolati e si siano manifestati nel subdolo passaggio in Fratelli d’Italia di Salvatore Zavarella, telecomandato da Gerosolimo, per la nuova, successiva confluenza nell’area civica, stanno quasi al livello di Vittorio Masci, che credeva di avere un adepto in Fratelli d’Italia e lo ha seguito nelle cene di ratifica dell’alleanza tra Di Piero e Gerosolimo. Con la differenza che Masci rappresenta una politica vecchia di almeno trent’anni, con le contorsioni in un’aggregazione con Fabio Spinosa Pingue bocciata dagli elettori e che con la Destra non aveva neppure la più lontana parentela; mentre i Pentastellati potevano rappresentare il nuovo. Si sono ridotti alla figura di Angelo D’Aloisio che in consiglio comunale ha difeso a spada tratta l’appalto farlocco per le mense scolastiche e s’è tenuto pure la sberla del sospetto di averlo fatto per un’assunzione a termine della sua compagna o moglie o quello che è.

“Ma di che cosa stiamo parlando?” interroghiamo i 5 Stelle come si chiede adesso in luogo dell’antico: “Ma che cazzo stai a dire?”

Hanno “messo a terra” i loro elettori, tra i quali siamo stati in tutte le recenti tornate parlamentari, quindi pure per Gabriella Di Girolamo. Dovevano aprire Montecitorio come una scatola di tonno e i tonni sono loro, quasi a livello del sindaco trombato di Fratelli d’Italia. Li abbiamo sorvolati nell’analisi politica di fine-anno, perché pensiamo che non abbiano la più remota possibilità di esprimere un consigliere. E se D’Andrea crede che un commissario possa fare meno (o peggio) di Di Piero per il Cogesa, andasse a rileggere la cronaca di quello che ha fatto Gianfranco Di Piero, che, quando si trattava di mandare a casa un consiglio di amministrazione, ha votato il bilancio per la promessa di Guerra &  C  di dimettersi subito dopo. Come no…Stiamo ancora aspettando. Più cinico di così un sindaco non poteva essere, ben sapendo che il suo gesto di finto ingenuo gli avrebbe fatto conseguire punti agli occhi di un Gerosolimo che non sapeva come insabbiare i disastri della sua gestione. Ma dove stava Attilio D’Andrea quando Gianfranco Di Piero ha bussato allo studio commercialistico di Mimmo Di Benedetto, capogruppo del PD, perché gli fosse presentato Sposetti, che già conosceva dai tempi nei quali faceva il tirapiedi di Gerosolimo (cioè nei primi tempi nei quali faceva il tirapiedi di Gerosolimo, perché poi ci sono stati i tempi successivi)? Non c’era, D’Andrea, in quell’incontro perché quell’incontro era segreto e tale sarebbe dovuto rimanere (un sindaco, invece di ricevere a Palazzo San Francesco, va in uno studio privato, per parlare di cose del Cogesa e Il Germe pensa di aver fatto lo scoop più grande facendo vedere Di Piero a cena con Zavarella, Masci, Febbo e altri Carneadi). Non c’era Angelo D’Aloisio, non c’era la sen. Gabriella Di Girolamo.

“Ma di che cosa stiamo parlando?”

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