IL TOPOLINO DEL MORRONE

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ANNUNCIO TRIONFALISTICO PER L’ENNESIMO DISEGNO DI LEGGE SULLA RIFORMA DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: IL PARTO E’ STATO TRAVAGLIATOIL DECRETO LEGGE PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE ANCORA NON VIENE

23 LUGLIO 2025 – La promessa della campagna elettorale era l’emanazione, entro la metà di luglio, di un decreto legge che rinviasse di un anno la soppressione dei quattro tribunali abruzzesi caduti nella falcidia del 2011 ad opera di Berlusconi, del Pd e di tutti gli altri partiti, eccezion fatta per Italia dei Valori.

Con toni trionfalistici (un grande giorno per la Storia di Sulmona) ieri il sindaco (o gli uffici comunali? Non sappiamo perché a noi i comunicati dal municipio non arrivano più da qualche settimana) ha annunciato che è stato presentato il disegno di legge. Qualcuno vedrà in queste ore il topolino che il Morrone ha partorito? Il disegno di legge per il quale dovremmo esultare è uno dei tanti che, come abbiamo più volte scritto, si succedono da quando è finita la dittatura e si può discutere di un riordinamento di tribunali per evitare che quello di Chieti rimanga pur essendo a meno di quindici chilometri da quello di Pescara e, se qualcuno viene ammazzato sulla riviera, imputati, avvocati, testi e consulenti debbano arrampicarsi fino a Piazza San Giustino perché a Chieti c’è ancora una Corte d’Assise e a Pescara non ancora viene istituita (o, sarebbe meglio, trasferita). Si può finalmente discutere liberamente, senza olio di ricino e manganelli, su dove lasciare o istituire altri tribunali. Infatti, da 80 anni non se ne discute, perché bisognerebbe pure spiegare perché una Corte d’Appello debba rimanere sul cocuzzolo dell’Aquila e non essere trasferita a Pescara. E così, dopo essersi arrampicati a Piazza San Giustino, i protagonisti dei processi per fatti di sangue (come pure per grandi traffici di droga, o importanti reati finanziari) debbono arrampicarsi fin oltre il Piano di Navelli e lambire Rocca Calascio perché i gli appelli si celebrino nel capoluogo di regione.

Il decimo o undicesimo disegno di legge per la riforma della geografia giudiziaria finirà sul binario morto dove lo attendono i predecessori.

Ma Sulmona ieri ha vissuto… un giorno importante della sua Storia.

Per scrivere un decreto-legge e rinviare di un anno la chiusura di quattro tribunali abruzzesi ci vuole un’ora. Carlo Nordio, ministro della Giustizia, potrebbe trovare quest’ora tra una demolizione e l’altra degli istituti che garantiscono un minimo di funzionalità dell’apparato giudiziario.

Ma intanto non la trova. E l’unico giorno storico per Sulmona rimane il 31 dicembre 2025, cioè domani, quando gli uscieri chiuderanno per l’ultima volta il portone del “Palazzo di Giustizia” in Piazza Capograssi.

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