A Roma rinnovare è impossibile, mica è Sulmona…

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POCHI ESEMPI PER SEGNARE LA DIFFERENZA

6 SETTEMBRE 2016 – La Raggi ottiene la fiducia di milioni di Romani, diventa sindaca e che fa?

Alla delicatissima carica di assessore nomina Paola Muraro, che era stata parte essenziale della politica della precedente amministrazione. Dove è finito il rinnovamento? Non c’erano altri nomi?

E’ come se a Sulmona Patrizio Iavarone, dopo aver detto peste e corna della DC e di Forza Italia, intervistasse in ginocchio Franco Iezzi, democristiano fino al midollo e poi Forzista oltre il midollo, porgendo quelle domande che servono più a lasciar fare comizi all’intervistato che a informare i lettori. Oppure è come se Alessandro Lucci, dopo essersi conquistato un meritato posto in consiglio comunale con Sbic che voleva ardere e bruciare tutto l’establishment del vecchio potere, privilegiando i valori della cultura e dell’estetica, si ritirasse nella sede del Parco nazionale presieduto da Franco Iezzi vicino a quelli che vendevano cacio cavalli nei corridoi che furono i più importanti d’Europa per l’Ordine celestiniano. Oppure è come se Anna Maria Casini, sostenendo di voler innovare profondamente, e dopo aver conquistato la sedia di sindaco in contrapposizione alla vecchia Dc e alla logica che la animava, anzi spernacchiando i notabili e ricollegandosi ad Andrea Gerosolimo che aveva dato l’ultima spallata a Franco La Civita mandandolo a casa una decina di anni fa, ricevesse in municipio, tra le persone che la festeggiano immediatamente dopo i risultati del ballottaggio, Franco Iezzi (lo stesso di prima, neanche lavato con Perlana).

Queste cose a Sulmona si possono solo citare per quanto sarebbero assurde e inverosimili; mai potrebbero accadere. Mica siamo a Roma…