Alla ricerca del Tempo perduto

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7741-renatoangiolilloTORNA DA SOLO NELLE EDICOLE IL QUOTIDIANO DI ANGIOLILLO

15 GENNAIO 2013 – Torna da solo nelle edicole “Il Tempo”, che fino a ieri era abbinato a “Il Giornale”.(Nella foto Renato Angiolillo)

La storica testata fondata nel 1944 da Renato Angiolillo ha avuto sempre una rilevante presenza in Abruzzo e a Sulmona in particolare e per molti anni è stata prima nelle vendite, con un inserto di cronaca regionale di ben dodici pagine corrispondenti a 24 “tabloid”. Prima di dedicarsi al gasparismo sfrenato, che trovò soldati inneggianti in tre o quattro redazioni fondamentali, suonava botte da orbi alla Democrazia Cristiana, in linea, peraltro, con l’orientamento liberale di Angiolillo (che fu eletto anche senatore del PLI) e di tutti gli autori della prestigiosa terza pagina nazionale, tanto da formare oggetto di una articolata inchiesta del mensile (o quindicinale?) comunista “ABRUZZO OGGI”; per questo era anche fiero della definizione di “indipendente”.

Poi ebbero la meglio gli iscritti ai partiti e la lettura diventò faticosa, con articolesse che, come ci confessò l’avv. Gustavo Marinucci mentre aspettava che chiamassero una causa, impegnavano tre colonne per dire “buonasera”. Il distacco tra il livello del giornale nazionale e quello regionale diventò incolmabile, con articoli ed editoriali di Enrico Mattei reduce dalla direzione della “Nazione” di Firenze, da un lato, e partigiani dello scudo-crociato sulla pagina regionale.

La pagina delle cultura di oggi ospita un significativo articolo di Ruggero Guarini che coraggiosamente parla con obiettività del codice penale dei Borboni e affida altri argomenti di riflessione a quelli che vogliono veder chiaro nella Storia dell’Italia. Guarini riporta uno spunto importante sulla ispirazione liberale del codice del Regno di Napoli che, tanto per un piccolo confronto con quello inglese e con quello piemontese, non prevedeva neppure una pena per l’omosessualità ed era tutt’altro che bigotto ed autoritario come intere generazioni hanno appreso (e forse stanno ancora apprendendo) a scuola.

Potrebbe essere una buona ripartenza per un quotidiano che faceva dell’anticonformismo la propria bandiera.