“ANDARE VERSO PESCARA PER NON RESTARE UNA BELLA MA VUOTA CITTA’ D’ARTE”

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29 SETTEMBRE 2013 – Gli interventi su queste colonne del prof. Giuseppe Evangelista e del dott. Arturo Muscente (v. in “LETTERE AL DIRETTORE” di questo sito) per la loro autorevolezza hanno impresso nuova spinta all’idea di ridisegnare gli ambiti territoriali in Abruzzo.L’iniziativa non è di parte (e anche se lo fosse, non per questo sarebbe da trascurare, se la parte che la sostiene ha a cuore un riequilibrio del territorio e la sopravvivenza del centro-Abruzzo), non ha intenti strumentali (e per questo non consentirà che del Comitato faranno parte i politici, proprio quelli che stanno svendendo ai partiti le residue forze per salvare il tribunale attraverso un “Comitato” che è sembrato più che altro un adempimento formale, che si è andato a sfracellare nell’incontro con Nitto Palma, feroce sostenitore dell’abolizione dei tribunali), non è il preambolo ad alcuna costituzione di forza partitica (e la garanzia viene dalla parola che dovranno dare i tre “cirenei” che costituiranno il centro propulsore del Comitato, che giammai si proporranno in competizioni elettorali; e la parola basta tra gente seria).

Nelle ultime ore i messaggi di adesione si stanno succedendo nelle forme più svariate, anche se la lettera è ciò che meglio consente di dar conto di una scelta consapevole. Come la lettera che riceviamo oggi:

“Caro Direttore,

ho seguito con molto interesse la proposta di un Comitato per favorire il passaggio di Sulmona e del suo territorio alla Provincia di Pescara.

Finora mi ero astenuto dal rappresentarti il mio plauso, giacchè, come si sa, sono anche tuo fratello e una forma di decoroso pudore mi impediva di apparire uno “sviolinatore”.

Ma, da ultimo, l’intervento del compagno di banco di tanti anni del Liceo-Ginnasio Ovidio, Arturo Muscente, mi ha determinato a trascurare la parentela.

Detto intervento, infatti, ulteriormente dimostra quanto il passaggio sia necessario per motivi di razionale ridefinizione degli ambiti territoriali, di miglioramento dei servizi ai cittadini e, non da ultimo, per un’auspicabile ripresa della Valle Peligna, che molto soffre per la rapacità del suo capoluogo.

Nei miei ricordi di bambino sono i “moti del ‘57”.

E l’intervento di Arturo Muscente non è campanilismo. Come molti di noi di quella generazione, educati al sano spirito che si respirava a Sulmona durante gli anni della scuola, anch’egli per cogliere successi professionali ha dovuto andare altrove, senza fare ritorno e, quindi, senza un interesse diretto per tale passaggio di Provincia.

Per quelli di noi che siamo tornati c’è l’amarezza di toccare con mano una città che muore.

I sulmonesi devono difendere il futuro dei propri figli e devono dare loro la possibilità di rimanere per arricchire questa città, prima che il declino la faccia divenire solo una bella, ma triste città d’arte.

Con stima.

Tommaso Colaiacovo”