BILANCIO DI TRENTA ANNI NELLE PAROLE DEL PM AURA SCARSELLA

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NON E’ UN’ISOLA FELICE

La Dott.ssa Aura Scarsella è Sostituto Procuratore della Repubblica di Sulmona dal 1980. Senza interruzioni, ha svolto le funzioni di inquirente. Per questo ha conosciuto la realtà sulmonese da un punto di osservazione privilegiato; ha collaborato dapprima con il dott. Elio Stella, poi con il dott. Carlo Destro, quindi con il Dott. Giovanni Melogli e, ora, con il Dott. Federico De Siervo; oltre che con i Sostituti procuratori che si sono avvicendati. In alcuni periodi è rimasta da sola, per le ricorrenti carenze di organico o per le attese che al posto di Procuratore venisse destinato il titolare. Si può dire, quindi, che conosce persone e cose di Sulmona e dell’ampio circondario: la Procura, infatti, anche quando c’erano la Pretura di Castel di Sangro e quella di Pratola Peligna, ha avuto sempre giurisdizione su tutto il territorio del Tribunale. Ha risposto così alle nostre domande.

 1) L’arco di tempo di un trentennio è molto ampio e consente di svolgere una valutazione sulle trasformazioni che la società sulmonese ha subìto.

Sotto il profilo della violazione delle leggi penali, quale “trend” può essere individuato ? C’è stato un peggioramento, cioè un incremento qualitativo dei reati, oppure si è verificato il contrario ?

– Sì, certamente un peggioramento c’è stato, almeno sotto il profilo della diffusione della criminalità: i reati connessi con il traffico di stupefacenti hanno evidenziato una crescita esponenziale. Trenta anni fa erano davvero casi isolati. In tutto questo periodo si è affermato un diverso atteggiamento nei confronti della legalità: questa è vista come un peso, un ostacolo alla realizzazione dei propri progetti, immediati o a lungo termine e, quindi, da aggirare. Per di più, la percezione del reato tra la popolazione, cioè in quello che può definirsi il senso comune, è di molto cambiata: non c’è condanna morale, in qualche caso c’è compiacimento, in talune circostanze sopportazione o indifferenza. Un dato allarmante, poi, deriva dal fatto che questo si verifica tra i giovani, nei confronti dei quali stanno fallendo  tutti i deterrenti di una volta, in specie quello della punizione. E’ il concetto di autorità in sé che viene respinto e già dalle scuole questo fenomeno è in crescita. Per altro verso, mi viene descritto un atteggiamento di aperta sfida nei confronti degli insegnanti, molti dei quali debbono trincerarsi sulla difensiva, anche quando vengono compiuti fatti di aperta trasgressione.. Mi sembra questa la differenza più importante e più preoccupante degli ultimi decenni: la legalità è considerata una condizione inferiore, talvolta una auto-limitazione, rimessa alla libera scelta delle persone, più che pretesa dalla società e dalla coscienza civile.

2) Dopo l’uxoricidio di San Valentino, il 14 febbraio 1971, si registrò un lungo periodo di assenza di omicidi ad opera di persone residenti nel circondario  fino al 1982, quando si aprì una sequela intensa (rispetto alle ordinarie statistiche) Nel giro di quattro anni caddero in molti, vittime di colpi di pistola o di accoltellamenti ad Ateleta (omicidio preterintenzionale a seguito di una banale lite), a Castelvecchio Subequo (vicino di casa), a Roccacasale (il sindaco), ad Acciano (uno stretto congiunto), a Bugnara (un pastore), a Pratola Peligna (la farmacista), ancora ad Ateleta (vicino di casa),  Poi, ancora, un periodo di quiete, con alcuni singoli episodi dilatati negli anni. Quale impatto può avere avuto sulla violazione delle leggi penali la crisi economica che ha più sensibilmente avvolto la società del Centro-Abruzzo negli ultimi Venti anni, dopo il tramonto della illusione di una intensa industrializzazione ?

 

– Di sicuro una causa scatenante di questi fatti di grave criminalità va ricollegata alla crisi economica e al conseguente smarrimento che ha coinvolto la società. L’esplosione dei più gravi casi di sangue può essere stata, se non proprio alimentata, certo favorita dal fallimento di progetti e di tensione emotiva in positivo, che generalmente accompagna la depressione economica. Tuttavia, ritengo che siano venuti a mancare molti valori, che si pongono a monte della crisi economica. Basta guardare a quanto conflittuali siano diventati i rapporti familiari, non solo tra coniugi. L’esplosione di drammatiche o tragiche aggressioni è da collegare più alla condizione delle famiglie, quindi ai rapporti affettivi che sono i più intensi . Oggi la preoccupazione maggiore viene dalle connessioni che non si evolvono, come quelle tra genitori e figli, in parte a causa della difficoltà di questi ultimi ad uscire dall’ambito familiare, in parte per patologie sulle quali la società ha comunque grandi difficoltà nell’incidere (soprattutto perché non funzionano gli enti e gli uffici ai quali sarebbe demandato l’intervento sociale nel settore della tossicodipendenza e del disagio psichiatrico).

 

3) Una particolare severità nella punizione dei reati può bastare ad impedire che le violazioni si ripetano ? Ritiene che l’azione della Procura sia stata severa ?

 

– No, di certo punire con tanta severità non serve come deterrente. Non credo che chi entri nell’ottica della delinquenza o della semplice trasgressione si ponga limiti in ragione della pena che gli sarà data

 

 4) Una componente notevole dei processi, nel primo decennio del Suo lavoro a Sulmona, era costituita dalle numerose denunce per i reati nel Parco Nazionale d’Abruzzo e, in particolare, per quelli che riguardavano la tutela della natura. Qual è il bilancio che si può tracciare adesso e qual è l’andamento della repressione dei reati contro l’ecologia e l’ambiente ?

 

– La “presa”sul Parco sembra allentata (e comunque sono diminuiti gli interventi in quell’area) anche perché la repressione si è fatta più incalzante nel resto del territorio. In questo settore si deve registrare, anzi, una partecipazione più sentita della popolazione, dei cittadini semplici, per la denuncia e la repressione dei reati di natura ambientale. Debbo dire, inoltre, che si è instaurata una tipizzazione delle segnalazioni e dei successivi atti di polizia giudiziaria (talvolta anche per una rinnovata coscienza ecologista anche nelle amministrazioni comunali) che ha consentito di affinare i metodi di intervento. La sezione della Guardia Forestale, anche attraverso una ormai consolidata metabolizzazione delle varie discipline normative che si sono succedute, dimostra una specializzazione notevole, che di certo era appena abbozzata trenta anni fa, quando gli interventi erano episodici e più che altro rimessi agli sporadici precedenti di giurisprudenza.

 

5) Esistono persone che sono particolarmente inclini a compiere reati, soggetti che Ella ha visto passare ripetutamente davanti al giudice penale?

 – Sì, purtroppo certe volte si ha l’impressione che a compiere i reati siano sempre gli stessi, almeno in un certo arco di tempo e in un ambito come il nostro. Fare opera di persuasione per impedire che ricadano nella violazione della legge penale sembra davvero parlare al vento.