CON LA SCUSA DI “RINSANGUARE” SI PORTANO IN ABRUZZO ORSI ALPINI

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9 OTTOBRE 2023 – C’è un serio rischio per l’estinzione dell’orso marsicano. E potrebbe venire da una male interpretata (e peggio contrastata) ansia di salvataggio della specie. Lo denuncia Franco Tassi, già direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo:

A poco a poco la cortina di nebbia si dirada, e si sta rivelando la Verità sulla dolorosa storia dell’Orso marsicano, spinto verso l’estinzione dall’incompetenza, la malafede e l’avidità umana. Una vicenda iniziata a cavallo tra il secolo scorso e l’attuale, cui non risulta estraneo lo smantellamento del Parco, che lo difendeva. Per almeno 3 ragioni:

1.- Fine di Campagna Alimentare, Operazione Mela Orso e Progetto in Bocca all’Orso;

2.- Diffusione delle esche olfattive a base di pollo e pesce, a scopo ricerca scientifica;

3.- Crisi del presidio territoriale, con la sorveglianza delle Guardie solo su autoveicoli.

Ma oltre a individuare le cause primarie restano da accertare altri pericoli incombenti:

4.- Quanti Fondi Pubblici e non soltanto Europei, sono stati spesi, per salvare l’Orso?  Quali risultati tra Ministero, Università di Roma, ISPRA, e PATOM sono stati ottenuti?

5.- Ha fondamento la voce che è in progetto un “rinsanguamento” con gli Orsi alpini?

Nessuno si rende conto del fatto che questa “folle idea” nasce da cupidigia di Fondi?

Nella foto in basso Franco Tassi con un cucciolo di lupo all’epoca del Parco Nazionale d’Abruzzo

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