AL DATO NUMERICO CHE L’HA FATTA STRAVINCERE, SI AGGIUNGE LA QUALITA’ POLITICA DEGLI OPPOSITORI
14 GIUGNO 2022 – Antonella Di Nino di Forza Italia è stata confermata sindaco di Pratola Peligna con oltre il 70% dei voti. Il fronte avversario, composto da civici e Partito Democratico, è ridotto praticamente all’impotenza: sarà, nel contesto politico che emerge dalle urne, una presenza simbolica. E, a voler parlare di simboli, scompare quello del Pd tra i consiglieri eletti in minoranza, a riprova della scelta suicida della segreteria provinciale e regionale di stipulare l’accordo con l’ex assessore Andrea Gerosolimo, già costretto alla panchina della villa comunale a Sulmona e ricicciato con le sue pedine a Pratola. Ha avuto buon gioco l’avv. Di Nino a proclamare, nell’ultimo comizio di venerdì, quanto fosse insensata la scelta di pretendere che il popolo piddino votasse per quei “civici” che solo otto mesi fa e solo a otto chilometri di distanza aveva sonoramente sconfitto.
A giudicare, poi, da quanto ha fatto a Sulmona in consiglio comunale il Gerosolimo del ritiro in piena campagna elettorale (si presenta il minimo necessario per rimanere tra i banchi dell’opposizione e non si sente il suo nome in alcuna iniziativa politica), anche le sue pedine a Pratola rimarranno a cuccia. E’ vero che tra i consiglieri appare Vincenzo Margiotta, che ha affidato ad un video folkloristico la sua protesta contro il sindaco ed ha ottenuto un apprezzabile riscontro di “contatti” di quanti si sono incuriositi per i modi; ma da un punto di vista politico è da escludere che la sua presenza possa impensierire la conduzione della cosa pubblica a Pratola, perché quanto traspare dalle sua macchiettistica esibizione politica sul web non è dissimile da quello che emanava la sua figura di amministratore del Cogesa, sempre di estrazione e conduzione in stretta osservanza politica al servizio di Gerosolimo. Il suo proclama di fare chiarezza sulle iniziative dell’amministrazione uscente, con le impennate della prospettazione di verifiche, fa il paio con le querele che ha sparato a politici e giornalisti, prontamente ritirate al dunque. E il tempo non gioca a favore dell’aspirante masaniello, che l’anno prossimo dovrà rispettare i patti tra il suo capo e il Pd, convogliando sul candidato al parlamento del partito meno popolare d’Italia i pochi voti di “Pratola Kummann”.
Insomma, non c’è che da confermare che Antonella Di Nino, alla quale andò il merito di aver per prima ridimensionato le aspirazioni dei “civici” cinque anni fa, con questa opposizione potrà continuare a fare il poco che ha fatto finora e l’unico ostacolo alla prossima rielezione saranno le disposizioni di legge sui limiti di tempo.






