CONSIGLIO COMUNALE INUTILE E QUINDI DANNOSO

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NON DECIDE PER IL SI’ E NEANCHE PER IL NO SULLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE PER I REATI CONTESTATI AL COGESA – UNA ANALISI PIU’ APPROFONDITA DELLA FIGURA DEL SINDACO – ED UNA SUI SILENZI COMPLICI DELLA MINORANZA

28 NOVEMBRE 2022 – Manca meno di una settimana all’udienza fissata per il processo a carico dell’ex amministratore unico del Cogesa e di due tecnici della stessa società e il Comune non sa ancora cosa fare: se costituirsi parte civile oppure non costituirsi. Si materializza una ipotesi che, da quando è stata formulata su queste colonne, ha destato più di qualche adesione in chi… non se n’era accorto; e, quindi, in quanti non avevano notato che il sindaco Di Piero è passato dai toni battaglieri della campagna elettorale sul programma di cambiare davvero modi e contenuti dell’amministrazione comunale ad un attendismo per così dire transitivo. Non solo attende lui, fa attendere anche gli altri; ma esclusivamente sui temi che possono turbare i rapporti con il passato quinquennio e i suoi protagonisti, perchè per il resto partecipa attivamente all’inaugurazione del cantiere della bretella ferroviaria e non si perde un funerale per esprimere un concetto adatto all’occasione. Gianfranco Di Piero ha buttato alle ortiche il grosso successo della sua coalizione, rappresentato da una maggioranza del 70% circa dei votanti, e amministra come se il principale dovere di un nuovo amministratore espressione del nuovo non fosse quello di verificare l’attività di chi lo ha preceduto e di trarre le conseguenze dagli atti di disamministrazione o, peggio ancora, da condotte rilevanti ai fini penali. Se, poi, parliamo di ipotesi di reato che possono aver anche lontanamente interferito con la tutela dell’ambiente nel contesto nel quale sarebbero state realizzate, abbiamo il quadro della occasione d’oro che al sindaco attuale si proponeva dalla concomitanza di un processo al Cogesa per quello che è stato fatto nella discarica di Noce Mattei.

Alla maggioranza non si chiede di nominare una commissione consiliare per riferire dati e circostanze che non è facile individuare e acquisire. Si propone l’ipotesi di entrare in un processo penale che la Procura della Repubblica ha avviato e può ancora istruire.

E, nonostante sia trascorsa più di una settimana da quando il silenzio della minoranza è stato segnalato proprio in concomitanza con la sorprendente abdicazione del sindaco al suo ruolo, nessun consigliere dell’opposizione ha speso una parola sul processo che si aprirà martedì prossimo, neanche per esprimere la sua visione del mondo sulla tutela ambientale e sulla salvaguardia dei livelli di vivibilità nella Valle Peligna. Ciò che è inutile spesso diventa anche dannoso: ed è il caso di un consiglio comunale che dimostra di non avere consapevolezza della sua missione neanche in una fase nella quale la città vive una crisi; e permane nel torpore (in alcuni casi individuali nella codardìa) senza trovare la dignità di scoprire di essere stato scelto, consigliere per consigliere, per rappresentare la città, quantunque ferita.

Speriamo non si debba attendere il funerale dell’intera città per avere un discorso sul punto di Gianfranco Di Piero.

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