E DOVE LA TERRA NON TEME LA SICCITA’ E’ SOVRASTATA DA VUOTI CAPANNONI INDUSTRIALI

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PARADOSSO AL CENTRO DELLA VALLE PELIGNA

23 GIUGNO 2017 – L’Italia è attanagliata da una crisi idrica che in giugno non ha precedenti: si parla di interventi straordinari non nelle pianure del Sud, ma a Parma e Piacenza; il Po non è più un fiume, ma una serie discontinua di invasi che durano lo spazio alimentato dagli affluenti.

Niente di tutto questo nella Valle Peligna, cioè nella terra che da migliaia di anni è “ferax”, come la descriveva Ovidio che la designava come ricchissima di acque fresche. Invece di recuperare all’agricoltura gli orti stupendi della “Piana di Sulmona”, il Comune dai tempi di Fabio Federico (inutilmente su queste colonne fu sottolineato l’errore macroscopico) ed oggi con convinzione ostinata di Maria Assunta Iommi, decanta la variante al Piano della zona industriale per attrarre insondabili risorse attraverso lo sfruttamento commerciale, quasi che Ovidio invece di dedicarla ai prodotti della terra, la avesse dedicata alle fortune del commercio. Ma che cosa pensano questi programmatori di sogni anacronistici? che le catene commerciali, dopo essersi collocate in Val Pescara e, generalmente, sulla costa adriatica, vengono a installarsi in un posto spopolato, soggetto non più agli investimenti, ma alla rimozione di binari e viadotti autostradali secondo il piano della giunta D’Alfonso-Gerosolimo, lacerato da poli di attrazione che devastano il territorio con linee di comunicazione in corso di costruzione in Val di Sangro e tra il Tirino e L’Aquila?

Il panorama della “terra ferax” di stamane (nella foto) mostra una occupazione di capannoni, scheletri dei conati di una industrializzazione vanesia e supponente e suggerisce una riconversione per ridare dignità all’agricoltura e agli agricoltori: altro che speculazioni per far campare di rendita magari le stesse forze politiche (o eredi) che camparono di rendita sui terreni agricoli espropriati a mille lire al metro quadrato per l’interesse superiore della industrializzazione.