FUOCHI D’ARTIFICIO IN TRIBUNALE PER NASCONDETE LA MISERA REALTA’

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IMPEGNI ROBOANTI MA PAOLA PELINO NON PRESENTA NEANCHE UN DISEGNO DI LEGGE

25 NOVEMBRE 2016 – Una manifestazione pubblica, un convegno per articolare una proposta di rivedere il circondario del tribunale di Sulmona annettendovi gli ex mandamenti di Torre de’ Passeri e Popoli, un incontro con i sottosegretari alla Giustizia: secondo queste linee si dovrebbe muovere l’assemblea di avvocati e pubblici amministratori che si sono incontrati stamane al Palazzo di Giustizia per rispondere alle affermazioni del Ministro della Giustizia sulla soppressione dei tribunali abruzzesi in città che non sono capoluogo di provincia. All’assemblea ha preso la parola anche la sen. Paola Pelino, che ha detto che una proposta di legge per ridisegnare la geografia giudiziaria in Abruzzo non avrebbe tempi consoni con la prospettata chiusura dei tribunali; e quindi non la formula. Applausi scroscianti da parte dei presenti.

Mentre si recitava il rosario delle indignazioni per il territorio che perde il suo presidio, abbiamo usato il tempo dello sciopero odierno dei cancellieri per andare a vedere uno studio da affittare o da comprare a L’Aquila: se non altro, per non ricevere sotto ai portici i clienti dal 13 settembre 2018 in poi. Oggi in assemblea non si sarà parlato del testimone di Ateleta che dovrà viaggiare fino a L’Aquila; non si saranno convocati i ridicoli “Stati generali della Giustizia” come si fece nel 2011; ma sentire una senatrice che afferma di non poter presentare una proposta di legge, pur espressamente richiesta dal sottosegretario alla Giustizia Chiavaroli tre giorni fa, perché non si farebbe in tempo in due anni a sfornare una legge, questo no, non l’avremmo digerito.

La sen. Pelino dovrebbe dire la verità: che non può presentare una legge perché Forza Italia (o la formazione satrapesca berlusconiana che era in vita nel 2011) non avrebbe mai consentito e non consentirebbe di rimettere in discussione l’equilibrio raggiunto con una legge “voluta dall’Europa”, come si disse per rintuzzare le osservazioni critiche alla devastazione di Attila con il taglio di una quarantina di tribunali e centinaia di uffici di giudice di pace e sezioni distaccate di tribunale. Già presi in giro da Remo Gaspari che disse, per impedire a Sulmona e Avezzano di coltivare le loro proposte di legge, che le province non si sarebbero più istituite in Italia (e ne furono poi istituite quindici), non ce la sentiamo di farci prendere in giro da Paola Pelino. Gli applausi li riscuota; ma certamente non i nostri, che per onorare le nostre obbligazioni lavoriamo e non proponiamo opposizioni a decreti ingiuntivi dopo aver preso i soldi in banca; che paghiamo i vestiti quando andiamo nei negozi e non aspettiamo anche per questo un decreto ingiuntivo. Dica che non può presentare una proposta di legge di revisione delle circoscrizioni giudiziarie in Abruzzo perché altrimenti Forza Italia non la ricandida alle prossime elezioni e che del Tribunale di Sulmona non le importa un fico secco, tanto che ha votato la legge che lo ha soppresso.

Tra le chiacchiere di queste assemblee affogano i rimedi più giusti: quello di condurre una strategia comune con Avezzano e costituire un tribunale diviso tra le due città; quello di passare al tribunale di Pescara; quello  di chiedere che la Corte d’Appello passi a Roma, invece di finire ad Ancona, come prevede la proposta di legge prossima ventura: cioè proprio la proposta  che sarà approvata con i tempi normali per le proposte di legge veramente volute, molto prima dei prossimi due anni. Pensare, poi, che su questo balletto macabro sulle esequie di un tribunale dovranno allestire le prossime campagne elettorali candidati parlamentari, consiglieri e presidenti di vari enti, ci convince definitivamente a stare alla larga.

Tornando al punto di partenza, per riferire delle ore passate a L’Aquila invece che in assemblea: gli studi hanno prezzi molto variabili da zona a zona, sia per le locazioni che per le vendite. Abbiamo un elenco di offerte ed è la cosa più concreta che potevamo fare nella mattinata. Ci rode solo che li abbiamo già pagati con le nostre tasse che sono servite alla ricostruzione e che li dobbiamo ripagare come affittuari o acquirenti. Ma non è che dal 13 settembre 2018 ad ogni appello nelle cause possiamo arrivare trafelati per aver attraversato il Piano di Navelli…