SI SPEGNE IL MOTORE DELLA SULMONA DEL GRANDE PROGRESSO SOCIALE
27 MAGGIO 2014 – E’ spirato alle 21 Gianni Guastella, promotore di varie iniziative della Azienda di Soggiorno e Turismo della quale è stato direttore dal 1965 fino agli anni Ottanta, giornalista-editore di Tv1,motore del Partito Socialista di Sulmona. Era nato 83 anni fa a Ragusa e si era trasferito a Sulmona dove aveva sposato Lillina D’Angelo e dove ha vissuto con la famiglia.
Per raggiungere l’obiettivo di costruire in poco tempo gli impianti sportivi dell’Incoronata aveva firmato cambiali in proprio: l’inaugurazione del complesso che poi fu intitolato al presidente della Azienda di Soggiorno, Tonino Trinchini, fu per lui forse il successo più vissuto, la soddisfazione che gli dette più carica, ma che non fu ripetuta per quella pigrizia che sempre ha avvolto la città. Siciliano di tante parole e di tanti fatti, dinamico fino al moto perpetuo, Gianni Guastella entrava facilmente in polemica, ma dei siciliani non aveva il difetto di serbare rancore e spirito vendicativo. Sono state molte le amarezze che ha dovuto superare: quella di aver perso la sua emittente televisiva, creata dal nulla dopo la sentenza della Corte Costituzionale che nel 1976 aveva liberalizzato l’etere, lo segnò più delle altre, perchè da allora stentammo a riconoscerlo, senza la voglia di ricominciare dalle macerie.
L’aver visto naufragare un’altra bella realtà, la “Mostra mercato dell’artigianato artistico abruzzese”, rassegna che fu tra le prime in ordine di tempo e rimase la prima per prestigio in tutto l’Abruzzo, non lo aveva rattristato come quando si sentì privato della sua voce amplificata, dei suoi telegiornali, delle interviste che sapeva fare dappertutto e a tutte le ore. Dare uno spunto a Gianni Guastella significava veder realizzare qualcosa il giorno dopo: la “Mascherina d’argento”, per esempio, la Settimana di amicizia italo-rumena nel segno di Ovidio (nella quale ebbe il suo ruolo centrale Paolo Di Bartolomeo, sindaco e convinto sostenitore della necessità di legare Sulmona al suo Vate). Aveva carattere e, come chiunque abbia carattere, aveva per forza un carattere difficile; ma restituiva con gli interessi l’amicizia che gli veniva regalata. In questo era continuatore della tradizione della Sicilia sana, “forte e gentile” come si dice dell’Abruzzo.
Era un socialista senza partito, più di quanto lo si possa dire di altri che sono stati più costanti nel “curriculum” politico. Forse era nel carattere di Gianni Guastella sparigliare ogni tanto i giochi per rincominciare da capo; da capo, appunto, mai da subalterno, perchè dare a quel tipo di siciliano un lavoro da comprimario significa tagliargli continuamente le ali e ridurlo al ruolo di travet. E per tipi come lui cotidiana vilescunt, le cose di tutti i giorni deprimono. Gli amici di questa fibra ristorano quando sono in vita e danno molta nostalgia quando si spengono.






