GIULIANI A PASSEGGIO SUL CORSO SI IMBATTE CON IL SINDACO

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24 MARZO 2010 – Almeno per il tempo in cui sta a Sulmona Giuliani, il terremoto non dovrebbe venire.

Sembra una deduzione ironica, fatta da qualche miscredente del radon; ma sono stati in molti a pensarla così il 13 marzo, quando Giampaolo Giuliani, passato alle cronache come l’uomo che prevede i terremoti, ha presentato il suo libro in un bar davanti al Palazzo dell’Annunziata.

E seduto in un angolo, al tavolino allestito da “Onda Tv”, accanto ad Antonio Di Bacco che lo intervistava (nella foto del titolo), Giuliani non ha deluso le aspettative sul punto : “Posso rassicurare i sulmonesi che per le prossime venti ore non sono previsti significativi movimenti tellurici. Possono stare tranquilli e sono felice di poterlo dire”.

Bene; e dopo quelle venti ore ?

Il punto sulla prevenzione dal sisma sta tutto qui, un po’ come per le previsioni del tempo, che non sono attendibili se fatte nel lungo periodo: con la sostanziosa differenza che una bufera inattesa fa qualche danno in meno di un terremoto inatteso. Ma oltre questo Giuliani non può spingersi e bisogna comprenderlo. La rete di rilevatori del suo monitoraggio non è stata completata, come sarebbe stato necessario. “Uno di questi doveva essere collocato proprio al centro di Sulmona, in Via Mazara e quindi nei pressi del Comune. Prima del terremoto dell’anno scorso questa collocazione, insieme ad altri siti, non era solo utopia.”

Poi lancia un messaggio distensivo verso il Sindaco di Sulmona, con il quale si è incontrato casualmente proprio lungo il Corso prima della conferenza. Il tecnico è uscito indenne dal processo penale avviato in seguito alla famosa telefonata del 29 marzo 2009 al Comando della Polizia municipale di Sulmona. Non è stato il sindaco a denunciarlo per procurato allarme (come erroneamente riportato anche dal Corriere della Sera), ma ciò non toglie che il dott. Fabio Federico non abbia gradito una segnalazione dalla quale poteva sprigionarsi un altro sisma, quello di una popolazione spaventata. In effetti, della giornata sulmonese di Giuliani, il fuori-programma con il sindaco di Sulmona è stato il numero più interessante, perché l’uno e l’altro non sono tipi da consentire l’ultima parola all’interlocutore e si esprimono al meglio al di là del cerimoniale. “Voglio collaborare con il sindaco di Sulmona, come con quello dell’Aquila” dice Giuliani dal tavolino del caffè e spera che, almeno nella lotta contro il sisma, sulmonesi e aquilani non siano più cugini, ma fratelli: un invito a danzare insieme per esorcizzare la paura, come si legge nei canti medievali, quando si invita la Morte a posare un attimo la falce e a unirsi alla danza.

Sì, d’accordo: ma non si potrebbe allungare un po’ il tempo libero da scosse, rispetto a quelle risicatissime venti ore che spezzano pure i programmi del giorno dopo?

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