IL DECLINO PROSEGUE, SI E’ SOLO ATTENUATO

273

ALLARMANTI CONSIDERAZIONI NEL RAPPORTO DELLA BANCA D’ITALIA SULL’ABRUZZO

14 GIUGNO 2014 –  Molti “media” cercano di accreditare un quadro di ripresa  della economia abruzzese che dovrebbe far sentire piccoli piccoli coloro che non sono dello stesso avviso perché sperimentano giorno per giorno quali siano le difficoltà a far affermare prodotti anche di qualità, oppure servizi di grande livello professionale, oppure, se proprio si vuole evocare la risorsa del turismo tanto strombazzata, una offerta monumentale e paesaggistica che ha pochi eguali in tutto il centro-meridione d’Italia. Parlare con realismo di una regione che soffre quanto non ha sofferto mai significa essere catalogati tra coloro che non vogliono far partire la ripresa; dire che l’Abruzzo sprecherà gran parte delle proprie risorse per ricostruire L’Aquila come la vogliono le forze dominanti e speculatrici di una città chiusa ed autoreferenziale e non come la vorrebbero gli Abruzzesi (con un piano regolatore che dovrebbe venire prima della ricostruzione, ovviamente…) significa essere relegati al ruolo di censori invidiosi.

Questa volta i termini reali dell’economia non sono oggetto di discettazioni opinabili: sono riportati  dalla Banca d’Italia, nella sua relazione annuale. Il declino continua, anche se è leggermente attenuato: e a L’Aquila l’unico comparto vitale è quello dell’edilizia (e ci mancherebbe; che con tutti i soldi prelevati con tasse speciali non si tracciassero neanche le fondamenta delle case…). Riportiamo tra virgolette per non cadere nell’errore di chi cita cifre e tendenze senza neppure indicare il luogo preciso della fonte. Il rapporto è quello che ieri, a L’Aquila, è stato letto in pubblico: “Nel 2013 in Abruzzo l’attività economica si è ulteriormente contratta. La produzione dell’industria manifatturiera è diminuita, sebbene a un ritmo inferiore rispetto all’anno precedente. In base alla recente indagine della Banca d’Italia, le imprese manifatturiere maggiormente orientate all’export hanno registrato risultati migliori rispetto a quelle operanti in prevalenza per il mercato interno, in linea con l’andamento degli ultimi anni. La propensione a investire è rimasta generalmente contenuta; segnali di ripresa del processo di accumulazione del capitale si sono osservati tra le grandi imprese.L’attività di ricostruzione nell’area colpita dal sisma ha continuato a sostenere i livelli produttivi dell’edilizia. La debolezza del comparto rimane tuttavia elevata nelle altre aree, in presenza di un’ulteriore flessione delle compravendite nel mercato immobiliare. In prospettiva, un impulso espansivo potrebbe provenire dalla ripresa dei bandi per opere pubbliche, tornati a crescere nel 2013.La contrazione del reddito disponibile, solo parzialmente attenuata dall’aumentato ricorso alle prestazioni sociali, si è riflessa sul calo dei consumi delle famiglie, particolarmente accentuato per i beni durevoli. Ne ha risentito la dinamica dell’attività produttiva del terziario, indebolita anche dal ristagno della domanda di servizi da parte delle imprese”.

E ci fermiamo per ora all’introduzione, riservando a singole componenti della “relazione” gli altri articoli del “day after” della relazione cercando di fare quella sana informazione che l’alba del nuovo giorno, nelle sconcertanti linee tracciate dal neo governatore D’Alfonso, sembra voler nascondere: la situazione è quella che è anche per impegno del suo Partito Democratico, che ha governato per molti anni la provincia dell’Aquila e per altrettanto periodo, se non maggiore, il Comune capoluogo. Ha il nome di Massimo Cialente e, appunto, del PD il bell’esempio di spreco delle risorse che ha portato a costruire un aeroporto internazionale a L’Aquila quando stentava a sopravvivere quello, veramente da chiamare “abruzzese”, di Pescara: cinque passeggeri in tre settimane di voli, come ha riferito il Tg4 (cioè un giornale nazionale…), creando all’Abruzzo intero più danno di una serie completa di imitazioni di Razzi da parte di Crozza.