IL GIP: “CRITICHE A VINCENZO MARGIOTTA LEGITTIME” E ARCHIVIA LE POSIZIONI DEGLI INDAGATI

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ACCOLTA LA RICHIESTA DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA BELLELLI SULLE CRITICHE ALL’AMMINISTRATORE UNICO DEL COGESA

27 GIUGNO 2022 – Anche il Giudice delle indagini preliminari, dott.ssa Alessandra Di Marco, ritiene che articoli e comunicati pubblicati su “Il Germe” e “Il Vaschione” e riguardanti le critiche del PD verso l’amministratore unico del Cogesa, Vincenzo Margiotta, siano state espressione di un legittimo diritto di cronaca “essendo stati rispettati i limiti posti dalla giurisprudenza di legittimità all’esercizio di tale diritto (interesse pubblico alla conoscenza del fatto, verità e continenza di quanto riportato, assenza di strumentali travisamenti e manipolazione dei fatti, assenza di espressioni oltraggiose o lesive della dignità personale o della privacy)”.

Pertanto, il GIP, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha archiviato le querele che Vincenzo Margiotta (anzi “l’avv. Vincenzo Margiotta”, come egli ha puntualizzato nella opposizione alla richiesta di archiviazione) aveva presentato contro i direttori delle due testate giornalistiche e contro la presidente ed il segretario del circolo del PD di Sulmona. Margiotta aveva presentato remissione di querela all’udienza dell’8 marzo scorso, ma né Teresa Nannarone, né Patrizio Iavarone, né Vincenzo Colaiacovo l’avevano accettata. L’aveva accettata solo Franco Casciani, che, pertanto, come pure statuisce il giudice, paga le spese del procedimento (dovrebbe pagare pure da bere, a questo punto, visto che è il più buono della compagnia).

In settimana il direttore del Vaschione presenterà denuncia per calunnia contro Vincenzo Margiotta, in considerazione del fatto che il Procuratore della Repubblica dott. Giuseppe Bellelli, nel chiedere l’archiviazione con uno scritto di cinque pagine a uno spazio, articolato e pieno di approfondimenti anche giurisprudenziali, aveva definito “pretestuose e strumentali” le sei o sette querele del Nostro. E, se sono strumentali, vengono da chi “incolpa di un reato taluno che egli sa innocente” (art. 368 del codice penale). Poi può darsi pure che “Pratola Kummann”, ma forse nello stretto ambito della minoranza al Comune; seppure.

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