IL I MAGGIO DEI SERPENTI LAVORATORI

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UNA NUOVA RICERCA PER PREVEDERE I TERREMOTI CON MICROCHIP SUI RETTILI CATTURATI A COCULLO

I MAGGIO 2024 – Un microchip, inserito sotto la pelle dei serpenti appena catturati per la festa di San Domenico, consentirà di registrare i comportamenti indotti dai precursori dei terremoti. E’ un progetto del Max Planck Institute, una delle principali istituzioni tedesche nel campo della ricerca, nell’ambito di Icarus (International Cooperation for Animal Research Using Space), come riferisce il sindaco di Cocullo, Sandro Chiocchio, ed è una più recente applicazione di ricerche sulle condotte animali avviate più di dieci anni fa.

Invece di essere contemplati con un misto di fascino e di repellenza, i serpenti potrebbero diventare strumento di un nuovo programma di Protezione civile. La colpa originale ha portato il rettile a strusciare sul suolo e lo ha abbinato all’immagine di Maria che lo calpesta e vendica la cacciata dall’Eden. Ma adesso, con un chip, si potrà siglare una nuova alleanza; semprechè il reprobo non ambisca a sollevarsi e a rimanere dritto, come fanno alcune specie quando si inalberano, anche con lo stimolo di pifferi e solfeggi. La funzione rimane quella di stare in lungo e in largo aderente al suolo e sentire le scosse con anticipo.

E’ una festa nuova, quella di oggi a Cocullo. Per secoli si è tentata la riabilitazione del tentatore, addomesticandolo ai voleri di un santo dall’autorità assoluta come il Domenico che rifuggì il mondo e già per questo apparve uomo coerente. Il saggio eremita visse a contatto con i molti serpenti della Valle del Sagittario ed è apparso il punto di unione tra la farmacopea e la devozione: nel senso che, a piccole dosi, quindi senza gli eccessi del fanatismo, la fede può aiutare la guarigione e il veleno essere medicina se si scartano i residui del paganesimo nel cercare e toccare la statua per salvarsi dal mal di denti. Recenti studi hanno escluso che prima dell’eremita i boschi tra la Marsica e la Valle Peligna fossero stati la casa di arti magiche di Angizia, della stirpe di Circe; scartata anche l’ipotesi che qui abbia operato la sorella di Medea, la donna eccelsa, generosa e temibile quando la sua generosità venne tradita, la maga dai mille poteri, ma sempre sconfitta; un idolo di Ovidio, a leggere gli esametri delle Metamorfosi o i versi delle Heroides, fino a intuire, con l’ispirazione che dà la speranza di trovarli, i contenuti della sua unica tragedia, andata perduta.

Giunge al 2024 il serpente che nei secoli ha subito cento tentativi di riabilitazione, perché è dura la condizione di chi ha condannato l’uomo alla realtà piena di acciacchi rispetto al sogno della sua natura divina.

Forse per questo la riabilitazione di adesso, quella che lo fa nunzio di terremoti imminenti, è destinata al breve spazio di un mattino nella lunga giornata dell’Uomo cacciato dall’Eden. Di tutti si è servita la creatura, che ruppe il patto con il creatore. Pur di riconquistare il privilegio della preveggenza al di sopra della intelligenza, ha cercato di asservire vari animali: cani che abbaiano, ma solo qualche secondo prima che i campanili crollino; api che non tornano nelle loro arnie, ma lo fanno anche per altri motivi; orsi che si tengono lontano dalle tane, ma è più sicuro costruire in cemento armato che avvicinarsi alle fiere per scrutare le loro condotte.

Oggi, I maggio, il microchip riduce il nemico, artefice del disastro, alla condizione di lavoratore che sonda il terreno per riferire al datore di lavoro e farlo partecipe della salvezza che, da rettile, trova sempre anche in mezzo alle pietre e prima che queste si scompongano ancora nell’ennesima scossa dell’Inferno anticipato, agli antipodi dell’Eden. L’istituto della messa alla prova, che sta sfoltendo il carico di tanti tribunali, varrà al serpente, e solo a lui tra i due autori concorrenti, ad estinguere il reato originale; è solo questione di tempo, ma di secoli il correo ha una lunga scia avanti a sé, se si astiene dal vellicare manie di grandezza e sogni di immortalità.

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