MA PERCHE’ TANTA PAURA DI SCRIVERE NORME VINCOLANTI?

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IL REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEL CENTRO STORICO E GLI INVITI INUTILISI PARTE DAL DIVIETO DI SPUTARE PER TERRA. E CI SI FERMA LI’

3 MAGGIO 2024 – Mercoledì prossimo l’assessore Sergio Berardi incontrerà i residenti del centro storico per raccogliere le osservazioni e le proposte utili a perfezionare il “regolamento di decoro e convivenza civile”. L’iniziativa fa parte di un “processo di consultazione secondo un calendario che consenta la raccolta della più ampia collezione di istanze affinchè le nuove regole non risultino una imposizione assertiva, ma il risultato di un processo di condivisione la più ampia possibile”.

A questi incontri l’amministrazione comunale dovrebbe presentarsi mettendo sul tavolo i risultati di un precedente intervento proprio in materia di centro storico e proprio in materia di tutela delle condizioni di vivibilità del centro storico; altrimenti la discussione su un nuovo regolamento rimane una fumosa trattazione progettuale. Si dovrebbe partire, per esempio, verificando il contrasto tra quello che il Comune, con lo stesso sindaco di adesso, ha scritto nel regolamento sulle immissioni sonore e quello che si verifica ogni fine settimana e alla vigilia di tutte le feste e giostre. E si scoprirà che, se i cittadini non si tutelano con le proprie risorse davanti al giudice, il Comune non li tutela, onde il regolamento emanato dallo stesso sindaco che oggi siede in Comune è niente più che una “grida” o un modo di accantonare il problema dicendo di averlo risolto.

Al di là del divieto di sputare per terra, sancito nella bozza di nuovo regolamento, la giunta e soprattutto il sindaco dovrebbero decidere se il centro storico debba essere un quartiere ancora in parte residenziale, oppure se debba diventare un museo che appaia una cartolina da presentare ai turisti durante il giorno e un girone dantesco, fatto di disordini, sporcizia e musica selvaggia di notte. Se del regolamento per temperare gli eccessi di musica non è stata tentata neppure l’applicazione e chi vuole infestare strade e vicoli di rumori insopportabili fino alle 4 del mattino può farlo, che senso ha escogitare nuove norme? Se per risse tra frequentatori e per decibel da fiera di trogloditi non ci fossero state pronunce di giudici negli ultimi mesi, il Comune avrebbe tutelato chi, in forza di norme già scritte, meritava tutela?

 L’assessore Berardi dovrebbe presentarsi mercoledì prossimo elencando gli interventi che la giunta ha effettuato non dal dopoguerra, ma da soli due anni, cioè da quando quel regolamento è stato introdotto con clamore di trombe. E soprattutto dovrebbe spiegare perchè il diritto di un albergatore di vedere remunerati il proprio investimento e il proprio lavoro senza interferire sulle attività altrui debba inchinarsi davanti alla pretesa di un gestore di bar o di discoteca camuffata da pub di assillare gli altri fino alle prime luci dell’alba.

Nel comunicato che ieri è stato diffuso da Palazzo San Francesco si notano, inoltre, i prodromi sinistri del fallimento del precedente regolamento, laddove si legge l’auspicio che “le nuove regole non risultino un’imposizione assertiva” che echeggia l’“Adottare ordinanze per porre divieti o limiti sarebbe un fallimento per tutti” dell’assessore Di Nisio. Le norme, oltre ad essere assertive, sono per loro natura impositive, vincolanti, obbligatorie e vanno emanate perché chi le scrive crede nel loro valore. Partono proponendo un obiettivo condiviso (nel caso concreto, la tutela della vivibilità del centro) e articolano un sistema di sanzioni per chi se ne discosta. Diversamente, sono inviti, dei quali finora non si è sentita la mancanza, anzi è stata constatata la totale inutilità se dopo appena due anni un altro assessore si propone di regolamentare la vita del centro storico. Senza una “imposizione assertiva”.

Nella foto del titolo il sangue davanti al Comune dopo una rissa in un locale. In basso, l’attore Pierluigi Di Clemente cerca di concentrarsi al cortile dell’Annunziata mentre imperversano le musiche dal Borgo di Porta Bonomini

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