IL SINDACO NON RISPONDE PERCHE’ HA GIA’ TRATTATO IL TRASFERIMENTO DEL BIMILLENARIO A L’AQUILA?

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SCONCERTANTE IPOTESI DI UN EX PRIMO CITTADINO SUL SILENZIO DI RANALLI ALLA RICHIESTA DEL COMITATO

17 GIUGNO 2015  – Un’ombra greve si proietta sulla condotta del sindaco Giuseppe Ranalli che non risponde,

dopo oltre quaranta giorni, alla richiesta del “Comitato per il coordinamento delle iniziative volte al passaggio di Sulmona nella provincia di Pescara”, tesa ad ottenere la concessione del teatro comunale per un incontro con l’assessora comunale di Pescara, dott.ssa Paola Marchegiani (quest’ultima aveva prospettato un impegno di Pescara per sostenere la candidatura di Sulmona a capitale della cultura).

Un ex sindaco di Sulmona, che ha preferito rimanere per ora nell’anonimato, ci ha prospettato che Ranalli sarebbe nella impossibilità di rispondere per ordine ricevuto dai più alti livelli del PD regionale. Infatti, nel quadro delle ripartizioni di fondi e di potere nell’ambito regionale, le celebrazioni del Bimillenario della morte di Ovidio sarebbero allestite direttamente a L’Aquila; in tal senso si starebbero già concretizzando contatti tra enti ed istituzioni aquilane, da un lato, e personalità politiche. Questo “spostamento” del fulcro delle celebrazioni sarebbe da connettere alla stessa candidatura dell’Aquila a capitale della cultura per il 2017, dopo che la città, sostenuta in questo dalla sen. Pezzopane, non ottenne il risultato qualche anno fa. Il sostegno a tale deviazione della sede da Sulmona a L’Aquila verrebbe anche dalla necessità di sostenere la ricostruzione dell’Aquila, colpita dal terremoto. Concentrare il bimillenario nel capoluogo di provincia consentirebbe di attrarre molte risorse, da devolvere poi anche nella ricostruzione.

Speriamo che questo non sia vero e sia un falso allarme. Lo speriamo per il sindaco Ranalli, che da una conferma delle voci in questo senso dovrebbe solo prendere il coraggio di lasciare nottetempo la sede del municipio e non farsi più vedere. Lo speriamo per il Pd, che dovrebbe chiudere quella stamberga di sede lungo il Corso, per la quale non si pagano neppure le bollette della luce. Lo speriamo per Luciano D’Alfonso, che a Sulmona non potrebbe mettere piede neppure se scortato dal vescovo, come ha fatto venerdì scorso per raggiungere l’abbazia celestiniana.

Speriamo, dunque, che non sia vero.

Ma ci sono molti elementi che vanno a convalidare il contrario.

C’è l’esempio del “Premio Scanno”, che fu trasferito all’Aquila da Scanno (dove Riccardo Tanturri de Horatio lo aveva fondato nel 1971); per una sezione del “Premio Capograssi” il destino fu uguale, con stazione di partenza Sulmona. C’è, di indiziario, un altro elemento a confermare l’ipotesi dell’ex sindaco che ci ha incontrato stamane: le manifestazioni su Ovidio servirebbero a corroborare la candidatura dell’Aquila a capitale della cultura per il 2017, visto che la fiacca proposta di qualche anno fa è precipitata pur davanti a concorrenti niente affatto irresistibili. Se si presenta con Sallustio, L’Aquila rischia di sentirsi rispondere da Renzi: “Sallustio chi?”, cioè con la stessa considerazione di Fassina. Se si presenta con Ovidio, ammantandosi di glorie che non sono sue, può solo guadagnarci.

Altro indizio che porta a sentire puzza di bruciato riguarda il silenzio assoluto della sen. Stefania Pezzopane sulla iniziativa dell’assessore del PD di Pescara: per la candidatura dell’Aquila mancava poco che si bruciasse in piazza. Oggi è silente; e pare che non sia neppure impegnata a celebrare gli esiti delle sue notti… eroiche nei canali televisivi (non lo sappiamo, non abbiamo facebook, non ce ne frega niente, ma, siccome è senatrice, abbiamo diritto di sapere perché pensa solo alla sua città in modo ancora più indecente delle stesse sue comparsate televisive).

In questo contesto, che il microbo della politica Ranalli non risponda neppure ad una testata giornalistica della sua città e ad una precisa richiesta di un Comitato liberamente costituito e regolarmente rappresentato può essere interpretato solo come ossequio a chi lo comanda: a Luciano D’Alfonso tramite Bruno Di Masci, oppure a chiunque altri.

E poi c’è questa opposizione consiliare che tace su un fatto gravissimo di arroganza istituzionale; oppure c’è il caso del resto della stampa, ancora e sempre invidiosa degli scoop che qualcuno può fare al di là dei recinti delle informative eterodirette e controllate. Così va Sulmona; e così tentano di mandare il Bimillenario a L’Aquila. Ma Sulmona dimostrerà di non aver bisogno di questo sindaco, di questa opposizione e forse anche di quella stampa.

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