LA COMICA FINALE SARA’ UN’APOTEOSI

244

NESSUNA TRAGEDIA IN COMUNE: SOLO RUOLI DI RINCALZO IN VISTA DEL CROLLO DELLE FINZIONI

23 APRILE 2024 – “A breve – prospetta la consigliera avv. Teresa Nannarone titolando #liberamentecomici – qualche tv produrrà una serie comica ispirata ai consiglieri di maggioranza che interpreteranno loro stessi. Perché nessun attore, nemmeno premio Oscar, riuscirebbe a imitarli nelle allegre condotte. A questi commedianti che accusano gli altri di essere “teleguidati” dal “candidato sindaco sconfitto”, chiedo:

 il 19 gennaio 2024 chi ha votato amministratore unico del Cogesa un uomo che tutto l’Abruzzo sa fare parte della cerchia ristretta dell’entourage del “candidato sindaco sconfitto”, ovvero dell’ex assessore regionale?

Lo ha votato il Sindaco Di Piero d’accordo con tutta la sua maggioranza, o altri?

 Perché la Città lo deve sapere.

 E d’altronde il Sindaco Di Piero poteva non votare Nicola Sposetti, detto Tonino, con il quale aveva condiviso un percorso nella segreteria dell’ex assessore regionale e che perciò conosceva da anni?

 E il giorno dopo il voto, il Sindaco Di Piero incontrava o no il dott. Sposetti nello studio del capogruppo del Pd?

 E chi ha accettato che nella maggioranza confluisse Petrella, consigliere eletto nella lista dei “civici”, pur di non ammettere il fallimento?

 L’assessore Accardo è stato o no rimpiazzato da un ex consigliere comunale dei “civici” e che ha proposto ultimamente e pubblicamente che civici diventino “un caso di studi a livello nazionale”?

Quindi i “teleguidati” sono i consiglieri di maggioranza, non altri.

A meno che non se ne siano accorti, ma allora c’è problema serio di altra natura.

Perciò chi degli eletti ha tradito e tradisce tuttora l’elettorato poiché lo reputa credulone, dalla memoria corta e quindi gli acconta frottole, è ben evidente: sono i sette consiglieri di maggioranza più il Sindaco.

Personalmente invece non ho avuto modo di scegliere i consiglieri con cui condividere il ruolo di opposizione: erano in quei banchi quando,  rifiutando più e più volte incarichi in giunta, e nauseata dalla mancanza di trasparenza della maggioranza, ho preferito la coerenza, il rispetto per la Città e la mia dignità, che a differenza di quella di altri, non è in vendita.

 Invece i consiglieri comunali di una maggioranza inconcludente e paradossale, proprio dai cosiddetti “civici” hanno scelto di trarre supporto per mettere in piedi i soliti giochi di potere che tanto avevamo insieme avversato e condannato, evidentemente fulminati sulla via del potere!

Le poltrone di Palazzo sono più comode del previsto, soprattutto se ci si sta seduti senza svolgere alcuna attività di Consiglio o di Giunta, come le criticità che emergono quotidianamente dimostrano: mentre loro si facevano scrivere un comunicato, al Palazzetto si sospendeva più volte una gara di volley perché entrava acqua dal tetto!

La comica maggioranza di Palazzo San Francesco però dovrà rassegnarsi al fatto che denuncerò instancabilmente e costantemente le loro azioni quasi sempre in contrasto con la trasparenza e l’interesse comune.

Si chiama Politica, si chiama Democrazia”.

Il set, dunque, non sarebbe più quello di “Parenti serpenti” (che resero famosi i posti nei quali Mario Monicelli descrisse scene di perfidia estrema e di cattiveria… esplosiva), ma più banalmente quello delle comiche finali, che animavano il cinema di molti anni fa. I personaggi sarebbero ancora gli amministratori di Palazzo San Francesco, con il capocomico nella persona del sindaco Gianfranco Di Piero, impegnato ad intrecciare ipotesi di improbabili collaborazioni e subitaneamente alle prese con versioni opposte, che lui o i suoi collaboratori producono nel volgere della stessa giornata per contrastare le conseguenze di quanto detto la mattina.

Nella “spunta” delle marronate del sindaco, notiamo che non solo questi conosceva Nicola Sposetti, ma addirittura aveva fatto parte della stessa segreteria dell’assessore regionale Andrea Gerosolimo. Possibile che Gianfracchia Di Piero sia arrivato a questo? Ha fatto anche di peggio: invece di fare la… conoscenza di Sposetti in Comune come farebbe ogni sindaco ricevendo nelle sue stanze, è andato nello studio commercialistico del capogruppo del PD, di sabato mattina e senza diffondere neppure un comunicato in vista della designazione dello “sconosciuto” al vertice del Cogesa. Cioè ha fatto peggio di Andrea Gerosolimo, quando diceva di non parlare da mesi con la sindaca, al solo fine di trattare i sulmonesi da gonzi e spacciarsi per il nuovo che avanzava, buttando alle ortiche la sua stessa candidata. Evidentemente, vengono tutti e due dalla stessa scuola di cazzari della politica, per di più impenitenti.

L’impressione che ricaviamo da queste ultime voci sulla maggioranza è che l’unico a contrastare Andrea Gerosolimo sia rimasto Mimmo Di Benedetto; evidentemente non per una questione di principio o politica, ma solo perché deve eseguire gli ordini di Franco La Civita, al quale oramai è sfuggito il controllo del figliuol politico. E’ una guerra tra due persone che non hanno neanche sotto le scarpe la tutela degli interessi cittadini, mentre inseguono solo posizioni di potere. La cosa buffa è che il sindaco, che dovrebbe rivestire un profilo cittadino, corre ora dall’uno e ora dall’altro per scoprire come arrivare al giorno dopo e mettere le zeppe sotto la traballante impalcatura di giunta; proprio lui che aveva proclamato, con l’enfasi di chi si appresta a fare esattamente il contrario di quello che dice, che non avrebbe fatto scouting pur di rimanere sindaco. E, nell’ansia di reggere per un giorno in più l’impalcatura, non si fa scrupolo di dare in pasto ai leoni persone rispettabili, come Rosanna Tuteri, indipendente, colta e leale, che si starà chiedendo chi veramente era, per essere stata sostituita alla “Cultura” da Andrea Ramunno; oppure come Elio Accardo, leale ed efficiente, anche se non del tutto indipendente dai Pingue, che voleva conferire un patrimonio di nozioni e tecniche per ridare funzionalità al Comune.

Please follow and like us: