MA ERA GIA’ NOTO L’IMPEGNO DEL SENATORE, ELETTO A SULMONA, CONTRO SULMONA – E ADESSO DE CRESCENTIS, DI BENEDETTO E PINGUE?
29 GENNAIO 2019 – Giovanni Legnini butta la maschera e riconosce di aver “salvato il Tribunale di Vasto”. Lo riporta “Il Messaggero” di oggi e c’è da credergli, proprio perché la tutela della provincia di Chieti è stata la principale strategia del senatore eletto con i voti di Sulmona e artefice della legge per la soppressione di 200 sedi di tribunali e sezioni distaccate di tribunale nel settembre 2011.
Legnini si fa vanto di aver combattuto una notte intera con la ministra Severino per un emendamento che era proteso a tutelare la permanenza del tribunale di Vasto e sostiene che farà lo stesso in futuro (come se nelle competenze del presidente della Regione rientrasse quella sulla geografia giudiziaria). Già si conosceva il grande impegno di Legnini e D’Alfonso per far costruire un’altra Fondovalle Sangro nei luoghi franosi dove la Majella ha letteralmente spostato i piloni dei viadotti della prima Fondovalle Sangro; con 160 milioni di euro dei Masterplan si allestirà una superstrada idonea solo a deviare il traffico Napoli-Marche dalla direttrice Piano delle 5 Miglia-Sulmona.
Ma è stato molto opportuno che Legnini, per raschiare i voti in provincia di Chieti, abbia manifestato tutto il suo campanilismo: così gli allocchi come De Crescentis (ex sindaco di Pratola e presidente della provincia dell’Aquila), Di Benedetto (prestanome di Franco La Civita per le operazioni elettorali della decadenza dell’ex sindaco e assessore regionale), Pingue il rampante della politica dalle poche idee, ma confuse, ed altre nullità del genere che stanno nelle sue liste avranno almeno un sussulto di coscienza, nel chiedere a Sulmonesi e Peligni in genere di votare per questo campione della politica del (suo) territorio.
Ma se avessero avuto coscienza non si sarebbero presentati con Legnini…






