L’AQUILA RAPACE AFFERRA IL TRENO

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La stazione di Sulmona

CASAPOUND REAGISCE ALL’IPOTESI DI PIETRUCCI E MASCIOVECCHIO DEL PD – LA QUESTIONE LEGNINI 

30 GENNAIO 2019 – I candidati del PD Pietrucci e Masciovecchio hanno presentato un progetto per il collegamento diretto tra L’Aquila e Roma, che taglierebbe fuori Sulmona e la Valle Peligna. E’ il vecchio progetto ottocentesco che L’Aquila sostenne per tracciare il tragitto da Pescara a Popoli, quindi alla Valle Subequana (Molina Aterno ove sarebbe stata realizzata l’intersezione con la linea per Napoli, quindi escludendo il “nodo” di Sulmona) onde poi salire fino a L’Aquila, costruire il tratto fino a Poggio Mirteto e da qui arrivare a Roma sulla linea Roma-Firenze. La decisione fu rimessa al Governo di Quintino Sella, con il Ministro Silvio Spaventa che optò decisamente per la soluzione attuale.

Ora il collegamento “veloce” tra Pescara e L’Aquila, con l’esclusione di Sulmona attraverso la famosa bretella di Santa Rufina, riproporrebbe questo diverso attraversamento dell’Italia centrale, con costi spaventosi e soprattutto con marginali risultati sui tempi di percorrenza, tanto da risultare del tutto inutile se confrontata alla alternativa su autostrada. Il beneficio effettivo sarebbe tutto per L’Aquila che dalla stazione di quart’ordine della quale adesso dispone (due binari per consentire l’incrocio di treni neppure elettrici) potrebbe ambire ad una stazione seria, magari costruita con i soldi della ricostruzione, che a negarli si determinano le furie dei dolenti terremotati.

A commentare con toni duri questa iniziativa aquilana è Giovanni Bartolomucci, responsabile sulmonese di Casapound: “Dopo quello della bretella ferroviaria tra L’Aquila e Pescara – afferma Bartolomucci – ecco ancora una volta un progetto di ammodernamento della rete ferroviaria regionale che esclude completamente Sulmona e la Valle Peligna”. 

E’ evidente – prosegue il responsabile locale di CasaPound – come ormai di fronte al ridursi dei finanziamenti, i partiti che hanno governato questa regione puntino a garantirsi esclusivamente il bacino di voti dei centri principali, a tutto discapito delle aree interne, ormai abbandonate al declino. Si tratta di una linea che abbiamo più volte denunciato, e che riteniamo assolutamente inaccettabile, ancor più perché riteniamo che politiche di sviluppo regionale che vogliamo essere realmente concrete ed incisive, debbano prevedere investimenti ripartiti in modo equo per tutto L’Abruzzo, e non abbandonando intere aree all’impoverimento ed allo spopolamento, fenomeno che inevitabilmente si ripercuoteranno su tutta la regione”.

Come CasaPound Italia – conclude Bartolomucci – siamo pronti a portare la battaglia per le aree interne da noi condotta da anni nell’aula consiliare, contrastando in maniera decisa ogni progetto che dovesse penalizzarle. Invitiamo quindi i cittadini abruzzesi a non perdere l’occasione il prossimo 10 febbraio di portare in quell’aula chi davvero è pronto a spendersi completamente per il bene dell’Abruzzo tutto”.

C’è da chiedersi se persone come Giovanni Legnini, sostenitore della legge che ha soppresso anche i tribunali di Sulmona, Vasto Lanciano e Avezzano e sostenuto dai voti di questi personaggetti come Pietrucci e Masciovecchio, avranno la faccia di presentarsi a Sulmona per chiedere voti; soprattutto, poi, se i Sulmonesi li voteranno per lasciare che compiano l’opera intrapresa da D’Alfonso con la deviazione della autostrada A25 dalla Valle Peligna e della ormai fantomatica bretella di Santa Rufina, segnando la fine di ogni velleità di sviluppo del territorio peligno.

In Valle Peligna (a Sulmona, a Pratola, in Alto Sangro) ci sono candidati che vanno cercando voti per Giovanni Legnini, attento esecutore dei progetti per lo sviluppo del suo collegio elettorale (che non ha abbandonato neppure quando ha ricoperto cariche istituzionali, come la vice.presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura) e alleato della componente aquilana del PD (composta da quel Giovanni Lolli che votava le leggi solo se favorivano L’Aquila e dalla senatrice, attuale deputata, Stefania Pezzopane, che conservava le industrie solo se avevano uno stabilimento a L’Aquila).

Questi sono i personaggi che oggi ci propongono Franco La Civita, Bruno Di Masci, attraverso gli improponibili candidati delle listerelle da scappati di casa. E c’è da giurare che si affaticheranno a portare gente ad un qualsiasi comizio di Legnini, politico con una faccia di bronzo a prova di bomba. Bisognerà vedere quanti allocchi saranno disposti a votarli e, prima ancora, a sentirli

 

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