L’EMIGRANTE ALBANESE CHE SOGNAVA DI COSTRUIRE UN IMPERO TUTTO PER SE’

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2 DICEMBRE 2010 – Non avrebbe mai pensato di entrare al Lions quando sbarcò in Italia, sul gommone, che aveva poco più di venti anni. Non ci avrebbe pensato neppure dopo, per tanti anni, quando lavorava sodo per poter mangiare

 e vivere nel “nuovo mondo” a testa alta con tutta la famiglia, prima quella di origine, fatta di tanti fratelli, poi quella che mise su sposando un’italiana.

Eppure Luan Kacorri, detto Leo, al Lions sabato 18 dicembre ci va, anche se solo per essere ricordato: un ingresso alla memoria, nessuna formalità per appuntare il distintivo sul risvolto della giacca; nessuna iscrizione per svolgere il “servizio” verso la società, perchè Leo alla società, quella italiana, ha dato tutto, compreso il cuore, i reni, il fegato il pancreas, che gli sono stati espiantati proprio un anno fa, a dicembre, dopo l’assurda caduta da una scala e il conseguente coma irreversibile.

Il Lions di Sulmona, presieduto da Pietro Tamasi, ha deciso di organizzare questo “Memorial di Luan Kacorri (detto Leo)” per “dare onore e dire grazie a un cittadino Italo-Albanese che ha saputo vivere con dignità e amore nel nostro territorio. La Valle Peligna, la Provincia dell’Aquila, la Regione Abruzzo, l’Italia sono orgogliosi di aver adottato come proprio figlio Luan Kacorri e con riconosce4nza vogliono stringersi in un abbraccio d’amore attorno alla sua famiglia e a tutta la comunità albanese residente nella Valle Peligna” sottolineano al club di servizio che lo scorso anno ha festeggiato il suo primo cinquantennio a Sulmona.

L’occasione è stata utile per fare un bilancio della presenza di stranieri nella società del Centro-Abruzzo. Nella città di Sulmona sono iscritti all’anagrafe 25.217 residenti, dei quali 1.350 stranieri (210 albanesi), mentre in tutta la Valle Peligna e l’Alto Sangro su 68.680 residenti 5.218 sono stranieri. Già 408 sono i figli degli stranieri nati in Italia e 1.931 sono le famiglie con almeno un componente straniero (di queste 1.458 sono le famiglia con capofamiglia straniero). Ci sono esempi, come a Cansano, di paesi che contano già il 15% di popolazione straniera.

La giornata del 18 dicembre, con inizio alle ore 10 al Teatro “Caniglia” di Sulmona, e con introduzione del Presidente del Lions, sarà costellata di interventi di autorità istituzionali, come il sindaco di Sulmona, quello di Bugnara, il presidente della Regione Abruzzo, il presidente della Provincia dell’Aquila, l’Ambasciatore di Albania in Italia, il Prefetto dell’Aquila, il Vescovo di Sulmona, l’on.le Paola Pelino; ma sono in programma interventi anche di rappresentanti di associazioni, come il Presidente della Comunità albanese a Sulmona, il rappresentante dell’Associazione italiana dei donatori di organi e dell’Associazione dei donatori di midollo osseo, i medici del reparto di rianimazione dell’ospedale di Sulmona, che si prodigarono per le cure a Leo e per i successivi espianti.

Certo sarebbe stato meglio vederlo entrare al Lions in carne e ossa, come meritava, perchè credeva nel servizio e nel valore prioritario di fare bene il proprio mestiere per servire la società e quelli che gli stavano intorno.

(Per le notizie su Leo Kacorri, si può consultare l’articolo nel primo numero de Il Vaschione e nell’archivio di questo sito).

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