MA CON CHI COLLOQUIA IL PALAZZO?

524

STRANE INDIGNAZIONI SUL TEMA DEL GASDOTTO

30 GIUGNO 2019 – L’assessore comunale esprime perplessità per la gestione di un dibattito, organizzato da DMC, sul metanodotto in Valle Peligna e sulla centrale Snam di “spinta” a Sulmona; le associazioni ambientalistiche rincarano la dose e sottolineano come la DMC, che dovrebbe pensare al turismo e che per le sue iniziative spende soldi pubblici, pensa al contrario, cioè a strutture che il turismo lo danneggeranno. La DMC ribatte che bisogna favorire il confronto.

 Giusto due parole da confinare fra le “brevi”.

L’anomalia non sta nel dibattere di temi essenziali come la tutela della natura e metterli in discussione proprio alle porte di due parchi nazionali; e non sta neppure nell’invitare la Snam a parlare di metanodotto o di centrale di spinta. L’anomalia sta nell’immaginare che da una terrazza su Piazza Garibaldi, in una sera d’estate, si possa esprimere una valutazione su un tema politico (qualunque esso sia) che abbia un qualche rilievo nelle istituzioni.

Che poi a proporre e dirigere questo dibattito sia Fabio Spinosa Pingue, che venti o trenta anni fa uscì malconcio dal tentativo di fare politica con un gruppo di candidati che non ottenne neppure un minimo di visibilità e che ora fa politica beneficiando dei soldi pubblici delle DMC; oppure lo stesso Fabio Spinosa Pingue che per vendere aglio nei suoi supermercati ha contribuito a mettere la corona d’aglio sulla statua di Ovidio in Piazza XX Settembre, sono circostanze che semmai denotano come la rappresentatività politica sia di molto deviata.

Ma gli ambientalisti sono i meno autorizzati a esternare vibrate proteste, perché quando il bene comune costituito dalla statua di Ovidio e, quindi, dalla memoria del Poeta, fu mortificato, queste brave persone, insieme alla Deputazione di Storia Patria, alle varie accademie e combriccole, ai cenacoli sparsi, non ebbero neppure un colpo di tosse, probabilmente per non disturbare l’armonia della generosità mercantile che sfoderava lauti banchetti di polenta ai pensionati a Ferragosto (forse oggetto di ricerche per rinvigorire tradizioni medievali).

Se non fosse stato per il Polo museale d’Abruzzo con la direttrice Arbace, l’Archeoclub con il presidente Bencivenga, personalità come Claudio Magris e centinaia di semplici cittadini, del massacro culturale, di quello scempio non si sarebbe parlato se non su queste modestissime colonne.

Ora, che l’assessore comunale, gli ambientalisti e le istituzioni si trovino davanti questo interlocutore in cerca di visibilità con i finanziamenti pubblici è questione che non deve indignare; ognuno si alleva il pupo che preferisce.

Please follow and like us: