Ma D’Alfonso non doveva verificare la compatibilità dei TIR di immondizia con la viabilità ordinaria?

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Un tir sulla Via delle Marane stamane

6 FEBBRAIO 2018 – Quando il Comune di Roma ha chiesto di mandare i suoi rifiuti indifferenziati a Sulmona, il presidente della giunta regionale abruzzese si è dichiarato disponibile (senza neanche sentire il Consiglio comunale di Sulmona, perché questo è il suo modo di intendere la democrazia) a condizione di una previa verifica della viabilità secondaria che avrebbe potuto riservare pregiudizi di vario genere, per una eventuale incompatibilità con il traffico di TIR dalle grosse dimensioni e dai rilevanti pesi.

Orbene, questa verifica sarà stata compiuta solo sulla carta, per esempio su google-map, perché D’Alfonso non lo abbiamo mai visto tra la variante della SS 17 e il Cogesa, come invece lo notammo questa estate mentre Bruno Di Masci si nascondeva nell’auto per non farsi vedere insieme all’affossatore di Sulmona, al quale peraltro doveva chiedere il corrispettivo di qualche beneficio politico.

E tanto approfondita è stata questa verifica che stamane abbiamo ripreso questo super-tir occupare quasi tutta la strada provinciale per le Marane, dopo aver impegnato il più pericoloso incrocio tra tutti quelli della SS17 in corrispondenza dell’abitato di Sulmona, con incidenti ricorrenti e feriti e dove ancora si intravvedono i resti di una croce che ricorda la tristissima morte, nella primavera del 1972, di un motociclista carabiniere-portaordini finito contro la parete di un camion dell’immondizia della ditta “Pastorino”; ma lì non abbiamo fatto in tempo a riprenderlo perché lì per lì abbiamo avuto l’impressione che fosse un cingolato della terza guerra mondiale.

Avremmo voluto vederlo Luciano D’Alfonso, magari aiutato dal fido assessore alle aree interne (che si è sfilato dalla riunione del consiglio dei ministri il 22 dicembre scorso perché forse è convinto che Sulmona stia sul mare), con una fettuccia a misurare la compatibilità della provinciale con i tir che portano decine di tonnellate.

Sembra un cingolato da guerra, ma porta solo monnezza

Ci sembra fra l’altro che il TIR andasse un tantino più veloce dei 50 Km/h cioè del limite che vige sul rettilineo, senza che ovviamente neanche una pattuglia della Polizia Stradale o dei Carabinieri o della Polizia urbana si posizioni su quei due chilometri, perché è più redditizio farlo altrove o forse perché è meglio non verificare nessuna compatibilità perché già l’ha fatto Luciano D’Alfonso e il vecchio adagio ricorda che non bisogna disturbare il conducente.