ORA LO SCEMPIO E’ FOTOGRAFATO

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TIR di immondizie su una strada secondaria per le Marane

TRAFFICO IMPAZZITO PER I TIR STRACARICHI DI IMMONDIZIA COME REGALO ALLA CITTA’ DEI PARCHI

7 FEBBRAIO 2018 – Ha destato varie reazioni, quasi tutte di stupore, il reportage su uno dei molti TIR che ogni giorno attraversano la Valle Peligna per andare dal casello autostradale all’impianto di “Noce Mattei”, collocato in un remoto angolo della vallata, ai piedi di Pacentro e servito da un reticolo di strade rimaste quelle che erano sessant’anni fa (giusto quella dal bivio delle Marane all’impianto è stata asfaltata qualche decina di anni fa).

C’è poco da stupirsi: semmai c’è da prendere atto che le belle frasi circa un temporaneo aiuto alla Capitale d’Italia sono state rassicuranti per chi ci voleva credere (o ci doveva credere per vassallaggio ai politici che hanno avuto questa bella trovata). Lo scempio sotto gli occhi di tutti (ma non apparso fino al reportage da noi pubblicato) è di una città di vari milioni di abitanti che si rivolge ad una regione spopolata e che ha l’unica risorsa nell’ambiente: è dovuto alle amministrazioni comunali di Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino, che non hanno saputo neanche costruire un impianto di trattamento dei rifiuti e dal radical-chic ex comunista Veltroni, al duro e puro Alemanno (duro e puro fino a quando gli è convenuto), al volatile Marino regalano questa immondizia indifferenziata a una zona al centro di tre parchi nazionali, contando sulla strategica scialuppa di salvataggio lanciata per motivi elettorali dal “governatore” dell’Abruzzo.

Ma, come per l’incendio del Morrone, fino a quando le immagini non arrivano all’opinione pubblica i problemi sembrano di altri e qualcuno ha anche abboccato alla favola che i rifiuti venivano quasi a purificare l’aria della Valle Peligna, perché, mandando a regime l’impianto delle Marane, lo rendono più efficiente ed economico. Baggianate che si scontrano con l’orribile fetore dell’”ecosportello” proprio a Noce Mattei, dove si ritirano i mastelli, in una landa resa desolata dalla sporcizia dei mezzi di trasporto e degli stessi residui di immondizie.

Stiamo parlando comunque di qualcosa di opposto ad uno stabilimento di trasformazione dei prodotti agricoli, di quelli sui quali si sono esercitati per decenni i sedicenti programmatori politici dei “think-thank” della Valle Peligna. Ora, rispetto a due mesi fa, quando si parlava di un trimestre di schifezze provenienti da Roma, la situazione è notevolmente peggiorata, perché del Cogesa fa parte anche L’Aquila, cosicchè stabilmente, cioè per sempre, fino a quando non sarà congestionata la discarica di Noce Mattei, dovremo ricevere l’immondizia che D’Alfonso e Gerosolimo hanno inserito nel destino di questa città una volta definita “porta dei parchi”.

E anche le opposizioni (non tutte, per fortuna, ma quelle che servivano a non disturbare) hanno taciuto; fino a quando un fotografo non si mette sulle tracce di un TIR e tutti comprendono di quali dimensioni dovrà essere la pattumiera peligna.

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