Per l’Anas da Napoli a Sulmona si può passare a Campo di Giove

350

Galleria prima di Roccapia

CHIUSURA TOTALE DELLE CINQUE MIGLIA PER LA MANUTENZIONE DEI VIADOTTI. E REAGISCE SOLO IL SINDACO DI CASTEL DI SANGRO

I NOVEMBRE 2015 – La grosse quantità di sale sparso negli anni per contrastare la formazione di ghiaccio avrebbero danneggiato seriamente

i viadotti della strada statale 17 nel tratto da Pettorano a Castel di Sangro: in particolare quelli di “Acqua fredda” e di “Colle delle piche”, al punto che l’Anas riterrebbe di eseguire lavori di manutenzione strutturale chiudendo al traffico l’arteria e disponendo la deviazione su Campo di Giove-Cansano. Il sindaco di Castel di Sangro è intervenuto per chiedere un rinvio alla prossima primavera.

La vicenda della manutenzione della statale 17 nel suo tratto più difficile (ma anche più indispensabile alla circolazione di merci e persone) sta assumendo i toni del paradossale. Non furono ordinate interruzioni totali del traffico neppure quando fu costruita; non furono necessari anni per innalzare le campate dei viadotti, ma oggi si prospetta la chiusura totale per un anno o due. Con il carico di traffico che si svolge in misura addirittura crescente rispetto ai pur rilevanti dati degli anni scorsi, si riesce a concepire l’idea di spedire Tir, autobus e autovetture su una strada provinciale, dalle caratteristiche adatte solo al traffico di montagna. Dopo la visita del presidente dell’ANAS, Ciucci, sui luoghi della Fondovalle Sangro, prima delle precipitose dimissioni e ai tempi nei quali serviva a Luciano D’Alfonso per rassicurare sul completamento della direttrice tra l’Alto Sangro e l’Adriatico evitando la Valle Peligna, c’è stata una serie di attacchi alla viabilità sull’antica “Strada reale degli Abruzzi”. L’intento evidente è quello di creare le condizioni affinchè anche i principali fruitori del collegamento commerciale tra Campania e Marche finiscano per premere per una qualsiasi opzione, fosse pure quella costosissima della fondovalle Sangro, ricamata in una zona dal profondo squilibrio orografico, caratterizzata da frane continue (che per le opere stradali sono molto peggiori dell’indice di sismicità).

Viadotto di Roccapia

Del resto, la strategia di D’Alfonso è quella di escludere Sulmona dalle comunicazioni regionali più importanti, scardinandola in una tenaglia al contrario, anche attraverso la realizzazione, sull’altro versante, del collegamento veloce ferroviario tra Pescara e L’Aquila che eviterebbe il tradizionale “nodo” della stazione di Sulmona (così da risparmiare sì e no 10 minuti nella percorrenza).

Ora, che su questo argomento debba parlare solo il sindaco di Castel di Sangro (e, tra l’altro, solo per chiedere un rinvio) è semplicemente scandaloso. Il sindaco di Sulmona, evidentemente in esecuzione del suo mandante Bruno Di Masci che non vuole rovinarsi i rapporti con D’Alfonso, è diventato poliglotta e tace in sette lingue. Del resto, è lo stesso dott. Giuseppe Ranalli che ha taciuto sulla apposizione della corona di aglio sulla testa del monumento a Ovidio: segno evidente che, quando a Palazzo San Francesco finisce chi non ha un suo programma e viene sballottato dalle procelle degli avvenimenti, si creano danni peggiori di quelli che verrebbero alla città se non ci fosse nessuno o se ci fosse un commissario.