RESTA SOLO PRATOLA A DETTARE LA LINEA DELLA COERENZA

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SCONCERTANTE INVERSIONE DI ROTTA DEL COMUNE DI SULMONA SUL BILANCIO DEL COGESA – IL SOLENNE IMPEGNO DI GIANFRANCO DI PIERO DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE

13 DICEMBRE 2022 – Il Comune di Pratola Peligna ha preso una posizione molto chiara sul COGESA: non ha votato il bilancio. e la sindaca ha spiegato perchè. Altrettanto non ha fatto il Comune di Sulmona, che pure è guidato da persona che aveva assunto in campagna elettorale l’impegno solenne, esplicitato in un intervento proprio del settembre 2021 con parole che non lasciavano dubbi sul tipo di azione che sarebbe stata intrapresa in caso di vittoria nelle urne. Se nel comizio tenuto davanti ad una folla di manifestanti Gianfranco Di Piero aveva proclamato la necessità di “invertire la rotta” (testualmente), nell’anno che lo separa dalla elezione a sindaco non ha fatto altro che rinviare un qualsiasi intervento. Addirittura, nel contesto nel quale è maturata una ulteriore protesta contro la gestione del Cogesa, ha ieri votato per il bilancio, adducendo che questo passo (completamente contraddittorio con gli impegni della sua maggioranza) è la contropartita dell’impegno del consiglio di amministrazione a fare un passo indietro in gennaio. Non solo, quindi, Di Piero elude la questione se il Comune debba o non costituirsi parte civile nel processo penale che si aprirà formalmente in gennaio, ma fornisce un suo (personale?) contributo alla tattica del rinvio e si frappone alla realizzazione di quelle aspettative di chiarezza tanto declamate dalla sua forza politica e da lui stesso in campagna elettorale.

Il raffronto con la posizione netta e coerente del Comune di Pratola rende ancora più incomprensibile (o molto comprensibile, dipende dall’ottica con la quale si analizza la situazione del Cogesa) la virata che Di Piero ha impresso alla sua esperienza di sindaco, forse senza avvisare neppure i compagni di cordata. E comunque, per quello che qui interessa, senza spiegare alla città (che lo aveva eletto con una maggioranza evidente) i motivi dell’arresto sul cammino della chiarezza. Abbiamo scritto che se il Cogesa deve essere un ente che trasforma una parte di territorio in discarica di rifiuti e, nello stesso tempo, brucia risorse economiche, è meglio che non venga conservato, per il bene del territorio e delle tasche dei cittadini. Gianfranco Di Piero deve spiegare se preferisce conservare un ente del genere e nell’interesse di chi. Con la sua politica del rinvio ha ceduto la leadership della Valle Peligna al Comune di Pratola; e questo non sarebbe neanche un male.

Ma se ha fatto questo, deve avere almeno la decenza politica di ritirarsi in buon ordine e lasciare che qualcun altro al suo posto dia smalto nuovo e programmi concreti, oltre che coerenza, al servizio di una città che ha avuto l’orgoglio di girare pagina.  

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