SE ALEGGIA ANCORA LO SPIRITO DI MICHELE CELIDONIO

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IPOTESI FANTASIOSE (MA NON TANTO) SU UN POSSIBILE RECUPERO DELLO SPIRITO COMBATTIVO DI ALCUNI SULMONESI IN UN POMERIGGIO CON LUCIANO D’ALFONSO

5 DICEMBRE 2025 – C’erano solo posti in piedi questa sera nell’aula delle conferenze all’edificio dell’ex seminario per la presentazione del volume su Michele Celidonio.

Sono stati letti tre messaggi, scelti tra i tanti, di emigrati che raccontavano la loro vita all’”avvocato”, dopo essere partiti con 250.000 lire prestate per il costo del viaggio e 50.000 per avere un vestito che li facesse accogliere bene nelle Americhe. Una mezz’ora prima che incominciassero, in vista del Natale, i rintocchi del campanone dell’Annunziata, ricollocato dopo il restauro perché lo sentissero a Sulmona, a Pacentro, a Bugnara, a Pratola e Sulmona ritrovasse il suo ruolo di capoluogo della Valle Peligna, abbiamo suggerito allo straripante uditorio la riflessione che si può percepire da qualche anno, ma quasi sempre rimane senza seguito e senza proponimenti costruttivi: cosa avrebbe detto il senatore che si era speso tanto per il problema autostradale, del progetto di mutilare la Valle Peligna della A25, con la deviazione da Bussi a Collarmele? Cosa avrebbe detto Michele Celidonio, che sulla questione ferroviaria aveva studiato i contributi di Francesco Sardi de Letto e prima ancora di Silvio Spaventa, della presenza del sindaco di Sulmona all’inaugurazione del cantiere di Santa Rufina per escludere la stazione centrale di Sulmona? Cosa avrebbe detto il senatore che interrogava il Ministro della Difesa per scoprire cosa nascondesse l’antro mastodontico di San Cosimo (se testate nucleari e, poi, rifiuti atomici) dinanzi all’invio occasionale di rifiuti tossici dal porto di Pescara alla discarica delle Marane e all’invio sistematico di rifiuti indifferenziati dall’Aquila?

Sulmona è troppo vivamente calata nell’esperienza vissuta all’epoca dell’impegno politico del sen. Celidonio per poter scrivere la Storia di quel periodo. Solo che, invece di avere combattenti, si inchina e cede i suoi diritti.

Il sen. Luciano D’Alfonso, che ha tirato le conclusioni, ha definito questa una “sana polemica”. Speriamo, quindi, che desista dal progetto di deviare l’autostrada da Bussi a Collarmele; che rinunci al completamento dell’opera che grida vendetta a Santa Rufina (adesso i lavori sono fermi e speriamo sia questo un buon auspicio); che si riprenda i fanghi del  porto canale di Pescara; che, sull’esempio di Michele Celidonio, proponga una interrogazione sullo scempio nell’area archeologica di Case Pente, dove la Snam va realizzando una centrale di spinta già inutile tra dieci anni secondo i programmi europei di “uscita dal fossile”.

Sulmona, del resto, è grata ai pescaresi con i quali vorrebbe fare provincia insieme e che la guardano come un attraente e consolidato centro culturale, “il” centro culturale della provincia da estendere. Qualcosa di ben diverso del punto di vista aquilano.

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