MOLTI GLI SPUNTI SULL’ABRUZZO
11 MARZO 2016 – Una volta si diceva: “Alla Rai hanno assunto in tre: un democristiano, un socialista e un giornalista”.
La lottizzazione fino agli anni Novanta è stata spietata e ottusa; dagli anni Novanta a ieri è stata ottusa e spietata; oggi non sappiamo. Eppure c’è un’area di questa Mamma Rai che funziona tutta al contrario: sono le “Techerai”, cioè i giacimenti di documentari che nascondono reperti di eccezionale valore storico e sociale. O, meglio: nascondevano, perchè negli ultimi anni tutti gli armadi contenenti le pellicole di servizi di vario genere, confinanti in alcuni casi con l’antropologia vera e propria, sono stati rivisitati e il prodotto, trasferito in documento informativo, è messo a disposizione di tutti.
Un caso recentissimo è il risultato di quella vera e propria enciclopedia dell’Italia scritta da Guido Piovene, con il suo “Viaggio in Italia”, del quale già avevamo letto e riportato pagine di eccezionale rispondenza al vero: a Sulmona (considerata “la più abruzzese delle città“) individua finanche il vizio dei commercianti di trattare con supponenza i clienti o la passione delle sulmonesi per gli esercizi di parrucchiera. E’ il Guido Piovene che con originalissima perspicacia intravvede, nel profilo delle colline del Piano delle Cinque Miglia, immensi elefanti adagiati; e sono proprio così, a guardarle. O è il Piovene che rimane incantato dal colore dei fiori di cardo lungo la SS 17.
Ora il grande giornalista, uno dei più dotti e dotati di spirito di osservazione (fu nella pattuglia del “Il Tempo” appena fondato da Renato Angiolillo, poi é stato ad “Epoca”) si può “visitare” nel sito che la Rai ha dedicato alla territorialità della quale si compone gran parte di suoi servizi giornalistici (anche quelli del TG3 regionale d’Abruzzo, fatti in ginocchio davanti a Luciano D’Alfonso ad altezza giusta per reggergli il microfono). Ottimo lavoro, con la possibilità che dà di sentire anche canzoni popolari ormai sconosciute, oppure con voci e sottofondi tipici degli ambienti rurali dai quali furono attinte. E’ un piacere navigare in questa distesa, anche perchè i reperti abruzzesi sono molti e di valore. Basta poco per collegarsi: http://www.teche.rai.it/.






