VANNO IN DUE AL COMUNE A MEZZOGIORNO MA NON PER SPOSARSI

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VITTORIO MASCI E SALVATORE ZAVARELLA DI “FRATELLI D’ITALIA” HANNO ANNUNCIATO LE DIMISSIONI MA PORTANO ACQUA AL MULINO DISSECCATO DI GIANFRANCO DI PIERO

7 LUGLIO 2023 – Si presenteranno stamane alle 12 in Comune, ma non per essere sposati. Vittorio Masci e Salvatore Zavarella firmeranno le dimissioni (o almeno così hanno annunciato) per mandare a casa il sindaco Di Piero e fare indire nuove elezioni; con loro non ci sarà il resto dell’opposizione, che in un documento ha preso le distanze da questa iniziativa, neanche concordata e come tale più da ascrivere ad una provocazione che ad un vero intento di chiudere la sindacatura.

Come ampiamente previsto, la sortita dei Fratelli d’Italia in Comune ha avuto l’effetto di dare una stampella al sindaco che stava sull’orlo della catastrofe a meno di due anni dal 70% raccolto alle urne. Vittorio Masci, che può dedicare alla politica i ritagli di tempo, e Salvatore Zavarella hanno convocato per stamane davanti alla segretaria comunale tutti i consiglieri che vogliono mandare a casa il sindaco dimettendosi. Ma i civici, la Lega e Proietti hanno risposto per le rime, chiedendo di spiegare perché proprio i “Fratelli d’Italia” non hanno sottoscritto la richiesta di convocazione del consiglio comunale. E dicono anche molto di più, quando chiedono a Masci e Zavarella, a proposito delle relazioni tra la maggioranza e opposizione, di spiegare “se è vero che tra loro ed il capogruppo di Benedetto intercorrono rapporti professionali/lavorativi come da più parti si mormora.

Insomma, una rotta d’ossa che fa gongolare l’unico uomo che fino al giorno prima non poteva gongolare, cioè il sindaco Di Piero. Un colpo da maestri, quello dei Fratelli d’Italia, ma nel senso opposto rispetto a quello che una minoranza con un minimo discernimento dovrebbe seguire nel rispetto del mandato ricevuto da chi l’ha votata. Al punto che, per evitare di rimanere in due davanti alla dott.ssa Di Cristofano, Masci manda inviti alle file della maggioranza, come quando ai compleanni degli sfigati si chiamano i parenti più lontani o i vicini di casa per dividere la torta e bere l’aranciata.

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